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Acqua alta, danni enormi Il sindaco: "Città in ginocchio"

Venezia

A Venezia è un'apocalisse. E non rientra l'allarme alta marea, dopo i quasi due metri d'acqua registrati nella notte: nonostante il nuovo picco delle 10.30 sia risultato inferiore ai 148 centimetri previsti dal Centro Maree, toccando i 138 centimetri, l'emergenza continua e desta grande preoccupazione. Del resto, nella città lagunare l'acqua alta non raggiungeva questi livelli dal 1966 e si cominciano a contare i danni. Il ministero per i Beni culturali ha attivato l'unità di crisi per la verifica e la messa in sicurezza del patrimonio culturale eventualmente danneggiato.

Brugnaro e Zaia.   Il sindaco Luigi Brugnaro, durante un sopralluogo, ha sottolineato la gravità della situazione, in primis al simbolo della città, la Basilica: "Venezia è in ginocchio - ha detto - la basilica di San Marco ha subito gravi danni come l'intera città e le isole". Ma "gravissimi" sono definiti dal Comune anche i danni provocati "nell'isola di San Servolo, dove è crollato il muro di cinta davanti all'imbarcadero" e ci sono stati allagamenti anche nei locali interni, oltre ai "problemi registrati nelle scuole di Venezia e nel commissariato della polizia di stato San Lorenzo". E ha invitato "cittadini e imprese a raccogliere materiale utile per dimostrare i danni subiti: foto, video, documenti e altro" spiegando che presto saranno comunicate "le modalità per inoltrare la richiesta di contributo".  Secondo una prima stima dell'Unità di crisi della Protezione civile, ad essere colpito è soprattutto il centro storico di Venezia e sono una sessantina le imbarcazioni danneggiate molto pesantemente, tra le quali alcuni vaporetti. Inoltre, situazione molto critica a Pellestrina, dove nella notte c'è stata anche una vittima, un uomo rimasto folgorato.    Ancora più allarmati i toni del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: "L'80% della città è sott'acqua, ci sono danni inimmaginabili, quasi un metro e mezzo a San Marco, Pellestrina è sott'acqua per il 100%. E' difficile quantificare i danni, sono paurosi" osserva. "E' uno scenario di devastazione totale, apocalittica". 

Cnr.    Ma la situazione non sembra destinata a migliorare, le previsioni non sono incoraggianti. Il Cnr ipotizza una nuova ondata di acqua alta da record a Venezia per domenica prossima, 17 novembre, pur ammettendo che gli eventi climatici sono ormai sempre più estremi e imprevedibili. 

Costa. La situazione riapre uno scambio di accuse. Il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, dice che "per contrastare i cambiamenti climatici c'è bisogno di un'azione politica ed economica coraggiosa e forte". E Legambiente, con il vicepresidente Edoardo Zanchini, lamenta: "L'Italia è l'unico grande paese europeo che non ha un piano di adattamento al clima. E questo è lo strumento che ci permetterebbe di individuare le priorità e le aree più a rischio programmando per tempo gli interventi. Invece si continuano a rincorrere le emergenze".

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