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“Gioventù senza” sulla ribalta del Filodrammatici

Gioventù senza Dio Tommaso Amadio

MILANO Una pièce quanto mai attuale, nonostante la sua trama faccia riferimento a un recente passato, entrato tristemente nella Storia. Già, perché “Gioventù senza” di Bruno Fornasari, testo tratto dal romanzo “Gioventù senza Dio” di Ödön von Horváth, che debutterà dopodomani, alle 21, in prima nazionale, e con repliche fino al 24 novembre al Teatro Filodrammatici racconta, con la regia di Emiliano Bronzino, il rapporto tra un professore e la sua classe negli anni in cui si afferma il nazismo in Germania.

In scena, per 80 minuti di fila, si troveranno ben 11 attori: 10 neodiplomati dell’Accademia dei Filodrammatici, la scuola di teatro più antica d’Europa, e Tommaso Amadio, attore, regista e co-direttore artistico del Teatro Filodrammatici. L’adattamento da parte di Fornasari del testo di Horvath, pubblicato nel 1937, in pieno regime nazista, si configura come un racconto collettivo ricostruito in aula da alcuni giovani allievi di liceo.

Nella Germania del 1934, un giovane professore viene messo al bando dai suoi studenti perché ha affermato, correggendo il tema di un alunno, che “i negri” sono esseri umani.
Descritti come “pesci”, dagli occhi fissi e sgranati, vuoti, che “vivono in un paradiso di stupidità”, gli adolescenti di Horváth appaiono simili ai giovani che oggi, dai loro profili social, gridano all’invasione da parte dello “straniero, negro e delinquente” (Info sul sito: teatrofilodrammatici.eu).

 

 

ANTONIO GARBISA

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