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Ralph Lauren la storia di un’icona

Very Ralph HBO Sky Arte

TELEVISIONE Una cravatta, il sogno americano e Ralph. Anzi Ralph Lifschitz, nato nel Bronx da una famiglia di immigrati ebrei dalla Bielorussia, che da giovane voleva diventare “Paul Newman o al massimo un vero cowboy”, che fu convinto dal fratello a cambiare il cognome in “Lauren” e che, come racconta Susan Lacy, «quando era bambino tutti i sabati andava al cinema e vedeva un mondo diverso, una versione idealizzata degli Usa creata da Hollywood e, così, iniziò a farsi da solo gli abiti che vedeva nei film e non trovava nei negozi». Ed ecco Ralph Laurent che da una cravatta, un po’ più lunga  e un po’ più larga di quelle in circolazione, cominciò a creare un impero che fu la sua traduzione del sogno americano. In moda. In stile. In azzardo.

Perché Yves era così: pronto a prendere in mano le sue idee e tradurle in oggetti, abiti, pezzo per pezzo sino a diventare da ragazzino del Bronx vera icona dello stile americano. E così lo racconta “Very Ralph”, targato HBO, diretto da Susan Lacy, in onda il 16 novembre alle 21.15 su Sky Arte, tra interviste a familiari, colleghi e  esponenti variegati della moda, della cultura e della politica, da Anna Wintour a Karl Lagerfeld, da Hillary Clinton a Naomi Campbell, da Calvin Klein a Diane von Furstenberg, da Tina Brown a Jessica Chastain, a Woody Allen al quale, racconta la regista: «Ralph aveva chiesto di avere un ruolo in uno dei suoi film ma Allen gli rispose: Sei un ebreo bassotto e quella parte la posso interpretare già da solo».

 

 

SILVIA DI PAOLA

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