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L'ergastolano in permesso perché «affidabile e cambiato»

Milano

Un percorso positivo, una persona matura, affidabile. Sono le parole che oggi suonano agghiaccianti contenute nella relazione del carcere di Bollate, favorevole alla concessione del permesso premio disposto dal Tribunale di Milano,  per l’ergastolano Antonio Cianci, 60 anni, che sabato ha utilizzato quelle 12 ore di libertà per accoltellare alla gola un anziano nel parcheggio sotterraneo dell’ospedale San Raffaele e portargli via pochi spiccioli e un telefono. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha dato mandato all'Ispettorato di compiere accertamenti preliminari sulla vicenda.
  La relazione del carcere di Bollate dava atto del cambiamento di Cianci e dall’estate aveva già ottenuto 3 permessi «per buona condotta e assenza di pericolosità». Ma la carriera criminale di Cianci è quella di un omicida spietato, con una vocazione precoce: il primo omicidio era stato quello di un metronotte quando era ancora minorenne, a 15 anni. Poi nel 1979 aveva ucciso tre carabinieri che lo avevano fermato per un controllo. «Un essere ignobile a cui è stato permesso di creare altro dolore in un’altra famiglia» ha dichiarato Daniela Lia, che aveva 6 anni quando suo padre Pietro, carabiniere, venne massacrato con 5 colpi di pistola, assieme ai suoi due colleghi.
L’anziano accoltellato con un taglierino è stato salvato per un pelo ma non è in pericolo di vita.

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