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Distrugge per ripicca l'azienda di famiglia

TORINO

TORINO Ha appiccato l’incendio nell’azienda di famiglia perché non sopportava di essere relegato a un ruolo secondario nell’assetto societario dalla matrigna e dal fratellastro. Con loro aveva ereditato la ditta dopo la morte del padre ma temeva di non avere abbastanza importanza così ha deciso di vendicarsi.

È l’ipotesi dei carabinieri che prende piede dietro al rogo che venerdì notte ha distrutto il capannone di una ditta che si occupa di riparazione di mezzi agricoli di Riva presso Chieri, nel Torinese.

Ripreso dalle telecamere
L’uomo, 39 anni, con precedenti per maltrattamenti in famiglia, è stato arrestato dopo essere stato riconosciuto nelle immagini delle telecamere di sicurezza della ditta. Sono stati quei frame, subito visionati dai carabinieri che si stanno occupando delle indagini coordinati dalla pm Patrizia Gambardella, a incastrarlo. Riprendono l’uomo che si avvicina in piena notte alla struttura, che entra ed esce dopo pochi minuti. E poi le fiamme.

Il 39enne, quando è stato arrestato, ha deciso di non dire nulla e di chiudersi nel silenzio: ora si trova nel carcere Vallette di Torino e questa mattina si presenterà davanti al giudice per l’udienza di convalida, accompagnato dal suo legale, avvocato Francesco Gambino. Nell’incendio, che è stato domato da diverse squadre dei vigili del fuoco che sono state allertate dai cittadini, oltre al capannone dove erano riposti diversi combustibili per i mezzi agricoli, sono state distrutte quattro auto che si trovavano nel parcheggio. I danni sono ancora da quantificare, ma sarebbero coperti da una polizza assicurativa. Intanto però la struttura è stata dichiarata inagibile ed è al momento sotto sequestro.

CRISTINA PALAZZO

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