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Conte. sul caso Ilva la battaglia del secolo

Ilva

È sempre l’Ilva il macigno che pesa sul governo italiano, impegnato anche a definire la manovra e ad affrontare altri dossier delicati. 
La soluzione del caso Ilva deve essere rapida perché in gioco ci sono migliaia di posti di lavoro e non pochi punti di Pil. Il braccio di ferro tra Ancelor Mittal e il governo, il futuro dell’ex Ilva di Tarato con i 5 mila esuberi posti sul piatto per salvare l’azienda, hanno fatto scattare i campanelli d’allarme al Quirinale già da qualche giorno. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, è «preoccupato» e dopo l’ostilità a tornare sui propri passi emersa dall’incontro con la multinazionale indiana a palazzo Chigi, il colloquio al Quirinale con il premier Giuseppe Conte si è reso quasi necessario. Durante il colloquio , durato quasi un’ora, Conte ha riferito nel dettaglio i passaggi più importanti del faccia a faccia durissimo con Arcelor Mittal, illustrando al capo dello Stato le misure che il governo intende intraprendere per arrivare alla soluzione della crisi, senza licenziamenti. Per Conte Mittal è ancora una strada che si può percorrere, mettendo mano anche al piano industriale e reinserendo lo scudo penale in tempi rapidissimi. In caso di fallimento, non è affatto escluso che lo Stato italiano intraprenda un’azione legale che, avverte Conte, «sarebbe la battaglia del secolo». Ieri sera a Palazzo Chigi il premier ha incontrato i sindacati. 
L’ex Ilva incide moltissimo sulla tensione nella maggioranza giallorossa. Il Partito democratico resta sulle barricate. La vicenda Ilva ha dato ai Dem l’ulteriore riprova della difficoltà di “proseguire la navigazione” in modo tranquillo, avendo al proprio fianco un alleato di Governo assolutamente “fuori controllo”. Nel cdm di mercoledì al Pd che insisteva per intervenire via decreto e ripristinare lo scudo penale, Luigi Di Maio ha replicato di non controllare i gruppi parlamentari e non poter assicurare un loro sostegno compatto sul tema. Ieri la senatrice M5S Fattori ha lasciato il gruppo, ma sosterrà la maggioranza.

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