Meteo
 


Fatti&Storie

Ex Ilva, 5.000 esuberi Avviata la chiusura

Ilva

Il Governo italiano è pronto a negoziare, è disponibile a fornire uno scudo penale, ma ritiene «inaccettabile» la proposta di 5 mila esuberi. Giuseppe Conte è scuro in volto, al termine di un’intera giornata dedicata alla trattativa con ArcelorMittal, che ha avviato il recesso sull'azienda presa in affitto e ha anche presentato «un atto di citazione al Tribunale di Milano». L’azienda aveva comunicato ai sindacati territoriali che avrebbe attivato l’articolo 47 e proprio ieri in mattinata è arrivata la lettera formale. La situazione è talmente difficile che Conte «invita l’opposizione» a fare fronte comune nella sfida affinché l’Italia «possa reggere l’urto». Per Conte «lo scudo penale non è la vera causa del recesso», «Nessuno ha costretto Mittal, ora rispetti il piano industriale». Il premier invita ArcelorMittal a fornire nelle prossime 48 ore «una soluzione che salvaguardi i livelli occupazionali e l’ambiente». Oggi Conte incontrerà i sindacati, che hanno già incontrato l’azienda per sentirsi dire che il processo di chiusura è arrivato. Proclamato di conseguenza uno sciopero. Il caso dell’ex Ilva alimenta nuove tensioni anche nella maggioranza, e l’esito di qualunque iniziativa sembra tutt’altro che scontato. Rimangono delle divergenze tra chi, come Pd e Italia Viva, vorrebbe il ripristino dello scudo legale per decreto d’urgenza e chi invece, come il M5S, nicchia, puntando magari su una norma più generale sulla base dell’articolo 51, e una pattuglia di senatori pentastellati potrebbe fermare ogni decreto. «La linea del governo è che gli accordi contrattuali vanno rispettati e in questo caso riteniamo non ci siano giustificazioni neanche giuridiche per sottrarsi», aveva già spiegato Conte.
Nel governo permangono anche forti tensioni per la legge di bilancio e si sono susseguite riunioni tra gli esponenti dei partiti, ma anche dentro le singole realtà politiche (in particolare ieri nei 5 Stelle si sono ritrovati dei “dissidenti”) continuano le tensioni e le prese di posizione.

Articoli Correlati
Fatti&Storie