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Acea a Ecomondo con SmartComp e Sludge Mining

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Alla XXIII edizione di Ecomondo, la più importante fiera della green e circular economy dell’area euro-mediterranea, al via da domani a Rimini, Acea presenterà i suoi progetti per un Paese più sostenibile. Al centro di questa edizione il waste management, con i progetti SmartComp e Sludge Mining, e il tema della gestione sostenibile delle risorse idriche di cui le Case dell’acqua costituiscono un esempio concreto. Denominatore comune di queste proposte è un modello di sviluppo all’insegna della circular economy e della sostenibilità. E proprio sul Piano di Sostenibilità 2019- 2022, Acea ha programmato investimenti per 1,7 miliardi di euro. Anche di questo parlerà la Presidente di Acea Michaela Castelli nella Sessione plenaria internazionale degli Stati generali di Ecomondo, in programma il 6 novembre, dal titolo “Clima e Green New Deal: un patto tra imprese e governi”.

SmartComp, compostaggio a chilometro zero. Finalizzato allo sviluppo del compostaggio diffuso, lo SmartComp è un progetto, realizzato in collaborazione con Enea e Università della Tuscia, rivolto alle grandi utenze (centri commerciali, mense, aeroporti e stazioni) che hanno necessità di gestire grandi quantità di rifiuti organici. Grazie all’utilizzo di mini-impianti di compostaggio, forniti da Acea e dotati di una rivoluzionaria tecnologia sensoristica, sarà possibile trasformare direttamente in loco i rifiuti umidi in compost tramite un processo aerobico che in circa 90 giorni produce fertilizzante di qualità pronto per l’utilizzo. L’obiettivo dell’Azienda è l’installazione di 250 SmartComp entro il 2022 per realizzare in maniera diffusa un sistema dalla capacità di 25mila tonnellate l’anno - pari a quella di un impianto localizzato che gestisce rifiuti organici prodotti da una città di 250mila abitanti -, con un risparmio del 30% circa sui costi di gestione e una rilevante riduzione delle emissioni di gas serra dovuta all’eliminazione del trasporto rifiuti su gomma. Acea con questo progetto si propone come protagonista della waste transition, un nuovo modello di gestione dei rifiuti diffusa e partecipata.

Fertilizzanti e biocombustibili dai fanghi di depurazione. Lo “Sludge Mining” (ovvero estrazione di fanghi) è un progetto di ricerca e sviluppo - finalizzato alla realizzazione a Chiusi in provincia di Siena di un impianto di recupero innovativo - per il quale l’azienda ha previsto un investimento di 7,4 milioni di euro, cofinanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Regione Toscana per circa 2,3 milioni. Il progetto di ricerca ha l’obiettivo di sviluppare un laboratorio stabile sui prodotti di recupero dai processi di carbonizzazione per la produzione di biopolimeri, biometano e estrazione del fosforo da fanghi, oltre alla realizzazione di una serra idroponica. Oltre ad Acea Ambiente partecipano al progetto la società Ingelia e le Università di Firenze, Pisa, Siena, Parma e il Politecnico di Milano. Alla base del progetto di ricerca c’è proprio la nuova tecnologia di carbonizzazione idrotermica (HTC) brevettata da Ingelia. Acea ha già avviato l’iter autorizzativo presso la Regione Toscana per la realizzazione di un impianto di recupero con una capacità di trattamento pari a 80.000 tonnellate annue di fanghi di depurazione nel proprio sito di Chiusi (SI). Sarà il primo impianto in Italia e il più grande d’Europa, quindi molto più grande rispetto a quelli già esistenti in Spagna, Belgio e Inghilterra. Il processo di carbonizzazione idrotermica, che avviene in reattori chiusi, e l’uso di tecnologie innovative garantiranno, inoltre, la totale assenza di odori ed emissioni. L’impianto produrrà circa 8 mila tonnellate annue di biolignite, un combustibile con un ridotto contenuto di zolfo, di origine biologica e rinnovabile, che consente di evitare l’emissione di 16.280 tonnellate annue di CO2 e che permetterebbe di riscaldare in modo sostenibile 4.000 famiglie. Lo stesso impianto produrrà circa 6 mila tonnellate annue di fertilizzante organico, una quantità che consentirebbe di fertilizzare circa 20.000 ettari di terreno, pari a circa 25.000 campi di calcio. Con questo sito e con quello di Monterotondo Marittimo, situato in provincia di Grosseto e abilitato al trattamento di 25.000 tonnellate annue, Acea tratterà un totale di 105mila tonnellate di fanghi, pari quasi all’intera quantità prodotta dalla Regione Toscana.

Le Case dell’acqua. Da sempre attenta alla tutela dell’acqua, Acea, leader in Italia nella gestione del servizio idrico, con circa nove milioni di clienti serviti, ha messo in atto strategie per fronteggiare le criticità dovute ai cambiamenti climatici. Durante questa edizione di Ecomondo, Acea ha previsto nel proprio stand un percorso educational sulla gestione sostenibile della risorsa idrica rivolto agli studenti, con un focus particolare sul ciclo dell’acqua e sul risparmio idrico, di cui le Case dell’acqua costituiscono un esempio concreto. Distribuite tra Lazio, Toscana, Umbria e Campania, le Case dell’acqua Acea, sono in tutto 549 e hanno erogato più di 696 milioni di litri di acqua, l’equivalente di circa 300 piscine olimpioniche. 

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