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Plastic tax, Gualtieri apre a una "rimodulazione"

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ROMA Si apre una settimana decisiva sul fronte politico-economico. Si attende il testo della manovra in Parlamento, in particolare al Senato, dove inizierà il suo iter prima con le discussioni generali nelle relative Commissioni e poi con il consueto giro di audizioni. Audizioni che si terranno invece già a partire da oggi sul dl fiscale, in Commissione Finanze della Camera. Quella più attesa, in programma domani, è del ministro dell’Economia. Ieri Roberto Gualtieri ha messo in chiaro la sua linea: «È sorprendente - ha detto - che si approvi una manovra e poi la si critichi, questo non significa che non si possa migliorarla in Parlamento».

Le critiche dei renziani

Il riferimento è alle dure critiche piovute dai renziani di Italia Viva - «senza drammi, non sono nè strappi nè ricatti» - in particolare contro sugar tax, plastic tax e stretta sulle auto aziendali. «La manovra elimina la grande macrotassa che ci è stata lasciata in eredità da Salvini cioè 23 miliardi di aumento dell’Iva - ha ricordato Gualtieri - noi la aboliamo e contemporaneamente aumentiamo lo stipendio netto in busta paga a 15 milioni di lavoratori. Per questo l’opposizione non ha argomenti e sarebbe bene che la maggioranza si concentrasse a difendere questa manovra e naturalmente a lavorare insieme anche per migliorarla». E il ministro apre a possibili tavoli di «rimodulazione».

«Serve una scossa»

Ma mentre il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, difende la tassa sulla plastica: «Serve a dare una scossa, serve a invertire la rotta. Non promuovi l’ambiente parlando, lo promuovi facendo delle scelte per rimettere l’economia su un binario più sostenibile e continuare a crescere»; su questo tema critiche arrivano anche dal governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: «È necessario rivedere assolutamente la plastic tax», ha affermato l’esponente del Pd. Del resto l’Emilia Romagna - dove a breve si andrà al voto - è una vera e propria “packaging valley” con 228 aziende (oltre un terzo delle imprese italiane del settore), quasi 17mila addetti ed un fatturato di 4,4 miliardi di euro pari al  61,9 per cento del totale nazionale.

«Basta furbizie»

«Stop a furbizie, ipocrisie e sgambetti: il governo va avanti solo con il gioco di squadra», o meglio «solo condividendo questo spirito è utile andare avanti». È il messaggio ultimativo che il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha rivolto nuovamente agli alleati di governo che sembrano avvitati in una perenne polemica sulla manovra economica. Tanto che il primo anche piccolo incidente di percorso in Parlamento potrebbe diventare catastrofico per la tenuta del Conte bis.

Di Maio: «Stop a giungla orari»

«Il decreto che tutela i riders è legge. Da oggi sono lavoratori con le stesse tutele di un dipendente». Così il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, in un post sul decreto Imprese. Con l’occasione, però, Di Maio ha riaperto un fronte delicato: «Dobbiamo andare avanti nella tutela delle persone che lavorano come le partite Iva e i dipendenti degli esercizi commerciali che, a causa delle liberalizzazioni, sono sprofondati nella giungla degli orari, cercando invano di battere i centri commerciali, rimanendo aperti sempre». Al riaffacciarsi della battaglia del M5S contro le aperture domenicali, hanno replicato subito Confcommercio, Più Europa, Forza Italia e Salvini: «Di Maio non vuole i negozi sempre aperti? Con tutte le tasse che state mettendo questa promessa la manterrai».

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