Meteo
 


Job

Dalla Romagna la casa di terra e paglia stampata in 3D

wwworkers.it

Wwworkers è la community dei lavoratori della rete, dipendenti o imprenditori che operano con le nuove tecnologie e che si raccontano su wwworkers.it e su Metro

Hanno unito i materiali più antichi con le tecnologie più avanzate. Obiettivo: dare una nuova speranza abitativa al mondo. Terra e paglia per realizzare case. Grazie alla stampa 3D. Un’idea geniale nata nel cuore della Romagna. Il progetto si chiama WASP, ossia World’s Advanced Saving Project. Così oggi un team di quaranta designer e ingegneri sviluppa processi di costruzione basati sui principi dell’economia circolare, in grado di realizzare persino abitazioni stampate in 3D nel minor tempo possibile e nel modo più sostenibile. «Ho avuto una crisi di mezza età. Dopo aver passato mezza vita a costruire cose ho deciso di affrontare un tema utile e importante e ho iniziato a costruire case: d’altronde nei prossimi trent’anni serviranno abitazioni per 3 miliardi di persone. Lo certifica un rapporto delle Nazioni Unite, che evidenzia che entro il 2100 saremo in 11 miliardi e già nel 2030 addirittura 5 miliardi nelle città. Abbiamo il dovere di ragionare sulle sfide legate alle soluzioni abitative. C’è bisogno di un abitare nuovo, a basso costo e a basso impatto», afferma Massimo Moretti, imprenditore sessantenne nato a Lugo di Romagna, una formazione da perito elettronico e da vent’anni impegnato nella stampa 3D. Poi nel 2012 il sogno diventato realtà: stampare case in 3D e sviluppare nuovi processi sostenibili per l’edilizia. «Noi puntiamo da sempre a stampare con materiale a chilometro zero, quindi con materiali del posto», precisa Moretti.

Oggi la sua azienda con headquarter a Massa Lombarda, diecimila abitanti nella provincia di Ravenna, fattura 2 milioni di euro ed esporta per il 60% nel mondo. «Vendiamo stampanti 3D e facciamo davvero di tutto. Abbiamo anche fatto un’officina ortopedica digitale. La metà del team è dedicata alla ricerca e sviluppo. La la prima regola è saper disegnare in 3D, poi qui si impara a stampare», puntualizza Moretti. Il primo modulo abitativo ha visto la luce vicino Lugo, trentamila anime nel ravennate. Una casa in 3D a chilometro zero sulla terra cruda. E oggi arriva Tecla, un nuovo modello circolare di abitazione interamente creato con materiali riutilizzabili e riciclabili, raccolti dal terreno locale. «Con i nostri partner stiamo costruendo un intero habitat ecosostenibile. Il pianeta ci chiama ad un progetto comune che abbiamo condiviso con l’architetto Mario Cucinella», racconta Massimo Moretti. Un involucro edilizio flessibile, resiliente ed energicamente efficiente. Un ambiente che nel futuro farà la differenza.

Giampaolo Colletti

@gpcolletti

 

 

 

Articoli Correlati
Job