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Servillo imprigionato nel labirinto di Carrisi

Cinema/L'uomo del labirinto

ROMA Lui è un investigatore che non si è mai domandato il senso di ciò che fa. Lo fa e basta. Sino al giorno in cui se lo chiede. È il giorno in cui sta per morire. Ecco il nuovo personaggio che Toni Servillo abbraccia con la sua solita meticolosità nel nuovo film di Donato Carrisi, “L'uomo del labirinto” , dal 30 ottobre al cinema, con un Dustin Hoffman  che ha accettato il ruolo perché, dice il regista, «voleva lavorare con Servillo».

Ma cosa è il labirinto per Servillo? «È qualcosa sia fisico che mentale. Anche i personaggi, che l'investigatore incontra, sembrano perduti in una sorta di labirintico inferno del vizio e del crimine. Io ho trovato affascinante ogni livello di questo labirinto. All'inizio ero perplesso ma mi ha convinto il fatto che il mio uomo, apparentemente incapace, cerca un riscatto e sfida la propria morte».

SILVIA DI PAOLA

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