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Liliana Segre, la procura indaga sugli “haters”

Milano

CITTA' La procura di Milano ha aperto un’indagine per molestie e minacce per gli insulti arrivati sui social network alla senatrice a vita Liliana Segre. Il fascicolo, affidato al capo del pool antiterrorismo di Milano Alberto Nobili, è stato aperto nel 2018 contro ignoti. L’indagine è nata dopo le varie denunce presentate dall’89enne sopravvissuta ad Auschwitz. Secondo i dati dell’Osservatorio antisemitismo, la signora Segre, che da ragazzina fu deportata dalla sua Milano, dal binario 21 della Stazione Centrale, alla volta di Auschwitz (orfana di madre, nel lager perse il padre),  riceve circa duecento messaggi di odio al giorno.

La senatrice, ieri, alla vigilia della discussione di oggi in Senato sull’istituzione di una Commissione straordinaria  contro l’intolleranza, era allo Iulm. Partecipava al convegno al convegno “Dal binario 21 ad Auschwitz, il linguaggio dell'odio”, ha parlato dell’attualità che la riguarda con la consueta pacatezza, e non senza un sorriso: «Gli haters dovrebbero farsi curare, lo dico da nonna, non con ironia. Non dovrebbero sprecare il loro tempo. Augurare la morte a una novantenne? Tanto c’è già la natura che ci pensa...Io comunque dei loro messaggi non ne ho letto neanche uno». Ha sottolineato che «l’indifferenza è la matrice dell’odio» e rivolto una riflessione sulle manifestazioni fasciste di Predappio. Non le vieterebbe: «Siamo in democrazia».

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