Meteo
 


Opinioni

L'Italia che si ferma e le mille tiritere

Maurizio Guandalini

Sciopero per l’aumento dei salari, delle pensioni, per il recupero dell’evasione fiscale, per la reintroduzione della patrimoniale, per la riduzione dell’orario di lavoro, per la cancellazione del Job Act, per la difesa dell’ambiente, contro le spese militari, per la regolarizzazione degli immigrati, per lo Ius soli. Vi abbiamo elencato alcune voci che giustificherebbero il caos trasporti di oggi. Ci mancava sesso, droga e rock and roll. D’obbligo la sfrangiatura  della scaletta originaria. Dando per scontato le rivendicazioni, aggiunte, sul patologico di Roma e altra robetta di contorno, come le privatizzazioni e Alitalia. Vorrei parlarne a Greta. A qualche discepolo del Green New Deal. O alla congrega del No Diesel e aree ztl, chiusura delle città e targhe alterne. 
Per carità. La testardaggine per l’ambiente, per il verde rimane. Con animo incerto. Sull’andante depresso. Perché vorrei essere nelle condizioni di avere alternative ineccepibili. A iniziare dai trasporti. Dal loro funzionamento. Non è accettabile lo scatto a macchinetta di serrate quattro stagioni. Continuamente. Una, due, tre sigle sindacali, di quattro gatti, bloccano le città. E per che cosa. Per il più bello dei mondi possibili. E’ anni che va avanti la sconnessa tiritera. Contratti a stantuffo. Rinnovati all’indietro. Una riforma della rappresentanza sindacale morta sul nascere. Che lascia spazio ai liberi sognatori a inventarsi una sigla del circolino e paralizzare la corsa delle città. I governi, i comuni, le regioni sono parte in causa. La qualità dei mezzi  è parte preponderante della sofferenza. Dai treni regionali ai bus che incendiano per strada, passando dalle metro che scivolano sui binari come fossero su una pista dell’autoscontro. Il cigolio petulante delle lamentele è nei secoli fedele. Alle teste bacate di falso liberismo che hanno consigliato le soluzioni, ai mali di casa, con le partecipate. Le municipalizzate. Molte parcheggio del fancazzismo dei politici trombati e dello spreco osceno.

MAURIZIO GUANDALINI

Articoli Correlati
Opinioni