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«Luca amava la vita» Quartiere sotto choc

Roma

ROMA Sono increduli i residenti dell’Appio Latino, il quartiere a ridosso della Caffarella dove viveva Luca Sacchi, ucciso mercoledì sera da un colpo di pistola alla testa sparato a distanza ravvicinata davanti al pub John Cabot, in via Franco Bartoloni. Il ragazzo si è spento al San Giovanni ieri mattina dopo ore di agonia, e per ora l’unica amara consolazione è che la sua morte potrà salvare altre vite: i genitori hanno infatti autorizzato l’espianto dei suoi organi.

I familiari e gli amici
«Amava la vita e amava viverla con più leggerezza possibile. Ogni cosa era uno scherzo. Mi diceva “Me devi fà la torta di compleanno per la mia ragazza, però deve esse bella bella”. E io “bella bella” te la facevo, per quella ragazza che hai difeso a costo della tua stessa vita», ha scritto sui social Chiara, cugina di Luca. Davanti al luogo dell’aggressione ieri i residenti e gli amici di Luca hanno deposto decine di mazzi di fiori.

«Sparare un colpo alla testa a bruciapelo è folle. Solo per rubare uno zainetto alla fidanzata di Luca», si è sfogato un amico del ragazzo. Luca, cresciuto nel quartiere, si era diplomati al liceo Kennedy. Amava le moto e l’esercizio fisico. Sulla sua pagina Facebook aveva pubblicato un video in cui si vede un anziano picchiato e rapinato da due persone, commentando: «A voi buonisti, pensate se fosse stato vostro nonno». Per un tragico scherzo del destino è stato ucciso mentre difendeva la sua ragazza da due balordi.

PAOLO CHIRIATTI

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