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Conte: "Il piano resta Manovra già approvata"

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"Vorrei ricordare che la manovra è stata approvata salvo intese tecniche". Lo dice il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a chi gli domanda se vi sarà un vertice di maggioranza sulla legge di bilancio. "Nello stesso tempo -  aggiunge - è stata deliberata, valutata, approvata da tutti i ministri, anche M5S. Non c'è da approvare una manovra. Ci sono approfondimenti tecnici che si possono fare". Poi la sfumatura, che filtra da  da fonti di palazzo Chigi: "Nelle sue dichiarazioni Conte non ha inteso far riferimento a singoli ministri o forze politiche, ma ha fatto un discorso più generale, nella convinzione che un governo ha bisogno di unità e coesione per lavorare e lavorare bene". "E' un’affermazione - proseguono le stesse fonti - che va oltre i riferimenti contingenti". Comunque nel governo la tensione è alta. Tanto che Conte è duro: "Il piano anti evasione non può essere smantellato. Il piano non penalizza e non criminalizza nessuno". Conte ha spiegato che il Governo è orientato ad abbassare le tasse per tutte le categorie ed ha spiegato di aver incontrato esponenti del mondo delle banche con l'obiettivo di abbassare le commissioni per "favorire l'utilizzo della moneta elettronica senza criminalizzare chi usa i contanti".

Lo scontro. La riunione del Consiglio dei ministri in programma lunedì per il varo del nuovo decreto terremoto potrebbe essere preceduta da un vertice di maggioranza e diventare l’occasione per una resa dei conti sui nodi aperti, come il tetto al contante, le multe sui pos, la stretta per le partite Iva, la sugar e la plastic tax e quota 100. Poi il confronto passerà in Parlamento dove il dibattito si preannuncia infuocato.     Italia viva non si arrende sull’abolizione di quota 100 e annuncia emendamenti in Parlamento, si oppone alla sugar tax, contesta l’aumento delle tasse sugli affitti sociali e ritiene inutile l’abbassamento del tetto del contante. I 5 stelle dal canto loro rilanciano sulla necessità di colpire i grandi evasori, dicono no alla doppia sanzione sui pos per i commercianti e gli artigiani, così come alla stretta su flat tax e partite Iva, e difendono a spada tratta quota 100. “Quota 100 la manteniamo”, ribadisce il premier Giuseppe Conte, che respinge anche l’accusa di una stangata sulle partite Iva. "Come si fa a dire che sono contro il popolo delle partite Iva. E' una fesseria. Io sono il premier che ha portato da 30 fino a 65 mila euro l'aliquota al 15% per commercianti, professionisti, per tutti. L'anno scorso quando ho firmato il provvedimento, avevo anch'io la partita Iva e l'ho dovuta chiudere". Ma il Movimento 5 stelle rincara la dose: "Il regime forfettario non si tocca". Mentre il sottosegretario al Mef, Alessio Villarosa, ritiene "doveroso convocare un vertice di maggioranza" e sottolinea che i tecnici del ministero dell'Economia e della Ragioneria, "ovvero chi realmente lavora sul tema, stima un recupero da evasione pari a zero nel caso in cui il tetto al contante passasse da 3.000 euro a 1.000 euro" invitando a iniziare dai grandi evasori. Tema su cui torna alla carica anche il capo politico M5s, Luigi Di Maio: “Il carcere ai grandi evasori: per noi questo è un punto fermo, irrinunciabile. La priorità, oggi, è dare un segnale diverso dal passato e colpire i pesci grossi, colpire chi ha messo il Paese in ginocchio".

Gualtieri. Da Washington arriva l'altolà del ministro dell'Economia, Roberto ​Gualtieri, che ribadisce che l'impianto della legge di bilancio non si tocca: "Il perimetro rimane lo stesso, i fondamentali della manovra sono quelli". Il capitolo più spinoso resta il pacchetto delle misure anti-evasione, fortemente voluto dal premier. Nonostante le resistenze dei renziani, difficilmente si potrà individuare una soluzione alternativa alla graduale discesa del tetto del contante su cui già è stata raggiunta una mediazione con la soglia a 2.000 euro nei primi due anni e a 1.000 euro dal terzo. Secondo quanto riferiscono fonti governative è escluso che possa essere introdotta una maggiore gradualità così come non è in discussione il traguardo finale del tetto a 1.000 euro. Quanto alle multe ad artigiani e commercianti che non consentono i pagamenti con i bancomat,  le stesse fonti spiegano che non è pensabile rendere obbligatorio l’uso dei Pos senza prevedere sanzioni e la penalizzazione del 4% del valore della transazione potrebbe quindi essere alleggerita ma non annullata. Piuttosto l’obiettivo è lavorare per una riduzione dei costi delle transazioni da concordare con l’Abi.  

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