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Erdogan, "Via i curdi" Le truppe siriane a Kobane

SIRIA

Sulla Siria Recep Tayyip Erdogan va avanti: «per risolvere la situazione» i curdi devono «deporre le armi» e ritirarsi, ha detto il presidente turco, escludendo categoricamente la possibilità di un cessate il fuoco caldeggiata da Donald Trump, che a questo scopo ha inviato ad Ankara il suo vice Mike Pence e il segretario di Stato americano Mike Pompeo. I due dovrebbero incontrare Erdogan oggi, ma prima del loro arrivo da Washington sono arrivati segnali contrastanti. Trump ha autorizzato sanzioni contro tre ministri turchi  enegato di aver dato via libera all’attacco, ma oltre al ritiro dei soldati americani ha anche detto che capisce la Turchia e che «non vede grandi manifestazioni per i curdi». 
Erdogan ha lanciato l’offensiva in Siria contro la milizia curda Ypg esattamente una settimana fa, il 9 ottobre, con il doppio obiettivo di far allontanare i curdi dalla frontiera con la Turchia (Ankara li considera terroristi) e di conquistare una zona in cui reinsediare almeno 2 milioni di rifugiati. Intanto dopo l’accordo con i curdi le truppe siriane di Assad sono entrate martedì a Manbij e ieri a Kobane. La Russia ha promesso di evitare scontri fra gli eserciti di Turchia e Siria.

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