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«Quintana è un uomo libero e crede nell’amicizia»

Cinema/Jesus Rolls

ROMA Più che giocare a bowling lo vedrete indaffarato a rubacchiare qua e là, a divertirsi infrangendo ogni regola, a giocare a far sesso in tre e, sopratutto, sarà sempre in fuga. Eccolo nella versione Jesus Quintana, indimenticato campione di bowling ne “Il grande Lebowski” di cui è uno spin-off questo “Jesus Rolls. Quintana è  tornato”, scritto diretto e interpretato (accanto a Bobby Cannavale e Audrey Tautou) da  John Turturro, oggi in preapertura della Festa del Cinema di Roma e da giovedì in sala. 

Sarà «un personaggio  libero, cosa che più amo, anche se è  duro essere liberi; sarà capace di fare connessioni tra il mondo maschile  e quello femminile in una storia di uomini più stupidi delle donne, che vengono celebrate, e di uomini che sanno imparare, che cercano di capire, che sbagliano ma si rialzano. Ho amato l'idea di due uomini che si aiutano  e  cercano qualcosa anche se non si sa cosa, un po' don Chisciotte e Sancho Panza», racconta Turturro

Ma, ci tiene a precisare, «il personaggio viene da più lontano, anche se molti non lo sanno, da una mia commedia degli anni ‘80 ed era piaciuto molto ai Coen: era un misto di portoricano, cubano e russo,  un po' ispirato a me».

Anche nella sessualità lontanissima dal machismo: «In tutti i miei film ho cercato di parlare d'amore in ogni forma e anche qui la sessualità la definirei fluida e l'aspetto del femminile che viene fuori anche dagli uomini è fondamentale».

SILVIA DI PAOLA

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