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«Dirigo le orchestre oltre ogni cliché»

Classica/Nuovo cd

MILANO E' tra le poche donne al mondo a dirigere orchestre a livello internazionale. E si è esibita dappertutto, dall’Italia al Giappone, dalla Bielorussia al Portogallo, dal Libano al Canada fino all’Argentina. In più, Beatrice Venezi è giovane (29 anni), bella e non rinuncia alla propria femminilità.

«A Tokyo, una volta, mi chiesero di indossare il tight, ma ho rifiutato. E, alla fine, ho vinto io – ricorda – Se voglio salire sul podio coi tacchi e un bel vestito, perché devono esserci obiezioni?».

Fieramente donna in un ambito tradizionalmente maschilista, Beatrice ha comunque trovato la sua strada: «A parte qualche battutina, mai ricevuto molestie. Anche se, soprattutto in Italia, permane il cliché che una donna di cultura deve essere per forza poco curata e poco attraente. Ma le critiche più feroci le ho avute perché ho scelto di divulgare un genere che è appannaggio delle élite. Io, invece, sento la necessità di un cambio culturale e di avvicinare la gente alla musica classica, che non è così difficile come si crede».

In questo senso s'inserisce anche “My Journey” - Puccini’s Symphonic Works”, in uscita venerdì, album realizzato con l’Orchestra della Toscana e pubblicato da Warner Music Italia: «Un disco dedicato a Puccini, che era di Lucca, come me. Un'eccellenza del territorio e un compositore molto moderno. Il mio viaggio parte da lì e mi ha portato in tutto il mondo».

Il Maestro Venezi è stata anche inserita dalla rivista “Forbes” nell’elenco dei 100 giovani under 30 leader del futuro: «Una responsabilità e un impegno a portare avanti il mio discorso divulgativo fra i giovani. Uso i social media, racconto la classica con delle storie su Instagram, che vengono seguite con interesse dai millennials. Purtroppo l'educazione musicale nelle scuole in Italia è imbarazzante e, allora, bisogna stimolare e incuriosire i ragazzi».

Il 7 novembre debutterà in America in un concerto con Andrea Bocelli a Miami, coltivando il sogno di dirigere alla Scala meneghina. Ma non pensiate che Beatrice sia solo dedita alla classica e dintorni: «In realtà seguo anche la musica pop e mi tengo aggiornata. Per esempio mi piacciono i Massive Attack per le loro sonorità ipnotiche e le sperimentazioni elettroniche. Ma, più in generale, mi piace quando le arti interagiscono in maniera creativa».

DIEGO PERUGINI

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