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Erdogan minaccia l'Europa "Apriremo porte ai rifugiati"

SIRIA

Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che 109 combattenti curdi sono stati uccisi nell’offensiva lanciata ieri contro i territori controllati dalle forze curde nella Siria nordorientale. Erdogan ha dichiarato che la Turchia intende creare in Siria “una zona sicura” come prima della guerra civile, aggiungendo che Ankara proteggerà la regione “dalla devastazione demografica che ha subito” e che sosterrà il rientro dei rifugiati che intendono tornare in Siria. “Continueremo la nostra operazione militare e puliremo quest’area” ha detto.
Erdogan ha aggiunto che la Turchia sta combattendo organizzazioni terroristiche che hanno attaccato uno Stato membro Nato, chiedendo anche agli altri paesi dell’organizzazione di sostenerla nell’operazione per “porre fine alla creazione di un corridoio terroristico e impedire la creazione di uno stato terrorista”. “L'obiettivo è contribuire a garantire l'integrità territoriale e l'unità politica della Siria, poiché un quarto del paese è occupato” da miliziani curdi. Erdogan ha respinto le critiche di Egitto e Arabia Saudita, affermando che il Cairo “non può parlare di democrazia perché assassina la democrazia”, mentre chi “uccide migliaia di yemeniti non può condannare le nostre azioni”. Il presidente turco ha anche dichiarato che la Turchia è il paese più impegnato nella lotta contro l’Isis. “Non vogliamo che l'Isis sia di nuovo forte in Siria, ma vogliamo un forte sostegno dall'Europa per sconfiggerlo” ha detto, dopo aver minacciato di “aprire le porte” ai migranti verso l’Europa se l’UE continuerà a descrivere le sue operazioni militare come colonialiste. La Turchia accusa le Unità di protezione del Popolo (Ypg) e l’alleanza curdo-araba delle Forze Democratiche Siriane (Sdf) di cui fanno parte, di essere legate al Partito dei lavoratori curdi (Pkk), considerato un’organizzazione terroristica anche da Stati Uniti e Unione europea. Le Unità di protezione del Popolo (Ypg) curde sono state l’alleato principale della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti nella lotta all’Isis in Siria nordorientale.

Guerra. E' salito a 7 il numero di villaggi del nord-est della Siria passati sotto il controllo dell'esercito turco. Ankara ha annunciato di aver "liberato dai terroristi" delle milizie curde i villaggi di Asik e Hamidiye, a sud est di Tel Abyad, portando a 7 il numero di villaggi conquistati, tutti situati in prossimità delle città di Tel Abyad e Ras al Ayn, entrambe abbandonate dai marines americani lo scorso lunedi.     

Morti turchi. Proseguono intanto gli scontri a Qamishli, da dove colpi di mortio vengono esplosi dai mmiliziani Ypg oltre il confine turco.  La città turca di Nusaybin, al confine con la provincia siria di Qamishli, è stata colpita da circa 20 colpi di mortaio che hanno centrato delle abitazione. Al momento risulta che un civile ha perso la vita e altri 9 sono rimasti feriti e trasportati d'urgenza in ospedale. Sale così a 3 il bilancio dei civili turchi morti dall'inizio dell'intervento militare "Fonte di pace", che l'esercito turco ha sferrato ieri nel nord della Siria contro i siriani dello Ypg. Nusaybin è una città del sud della Turchia al confine con la Siria, a maggioranza curda. A renderlo noto inviati sul posto, mentre continuano gli scontri nei dintorni della città di Qamishli tra l'esercito turco e i miziani curdi Ypg.

Il piano. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lanciato ieri l'operazione militare "Fonte di pace" nel nord della Siria, per eliminare il Pyd-Ypg dalla regione a est del fiume Eufrate.    Lo scorso 7 agosto Stati Uniti e Turchia avevano trovato un intesa, definita poi da Erdogan “una favola”, per ottenere il controllo di un'area profonda circa 32 km, estesa per 480 km in territorio siriano a est del fiume Eufrate fino al confine con l'Iraq, di cui la Turchia è ora decisa a ottenere il controllo con un intervento unilaterale.

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