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Milan, tocca a Pioli ma il tifo è in rivolta

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CALCIO Voleva Spalletti ed è tornata a casa con Pioli: dopo la Caporetto causata mettendo Giampaolo alla guida del Milan la dirigenza rossonera si supera trovando un allenatore che parte già con l'ostilità dei tifosi. Inizia in salita l’avventura di Stefano Pioli al Milan: nel pomeriggio di ieri l’hastag #PioliOut è stato tra i trend topic su Twitter mentre i social ribollivano di delusione («Meglio la Serie B»): il bersaglio non era tanto il tecnico quanto  Maldini, Boban e tutto lo Stato Maggiore del club, nessuno escluso. cartelli sono stati affissi anche sotto la sede della società.   
Giampaolo avvertito
Nel frattempo Marco Giampaolo aveva già ricevuto nella sua casa di Gallarate la telefonata d’addio e sul sito compariva la rituale frase d’accompagnamento all’uscita «il Club intende ringraziare Marco per l’attività sin qui svolta e gli augura i migliori successi professionali». Due righe scarne per dire una sola parola: esonero. Pioli, che è un ex allenatore dell’Inter (per cui dovette  sostenere un casting a New York)  firmerà oggi un  biennale da 1,5 milioni di euro. Di sicuro l’allenatore dovrà guadagnarsi la fiducia dei tifosi e non sarà facile, visto che in meno di un mese dovrà incontrare Roma, Lazio, Juventus e Napoli. È un tecnico esperto, Pioli. Potrebbe proporre il 4-3-3: a Theo potrebbe chiedere più licenze offensive. La società spera che cambi e vinca subito: i tifosi non farebbero sconti.  

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