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Prefettura di Parigi funzionario uccide quattro poliziotti

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Lo spettro terrorismo torna a spaventare Parigi, a due passi da Notre Dame, nel cuore delle istituzioni, nella Prefettura. Ma l’inchiesta aperta sulla strage per ora non è assegnata all’anti-terrorismo ed è solo per omicidio. Il procuratore di Parigi, Remy Heitz, ha fatto sapere di essere «in contatto permanente» con la procura nazionale anti-terrorismo, ma, ha detto, «è bene che per il momento sia la procura di Parigi a restare incaricata».
Un funzionario di polizia ha ucciso a coltellate nella prefettura di Parigi quattro persone, tre poliziotti e una donna, e ha ferito un’altra donna, prima di essere abbattuto da un collega. Intorno alle 13.00 l’uomo ha improvvisamente tirato fuori un coltello di ceramica, non intercettabile dai metal detector, e ha cominciato a menare fendenti. I tre poliziotti sono stati colpiti in due uffici al primo piano dell’edificio, mentre le due donne si trovavano in direzione delle scale. Arrivato in cortile, l’aggressore è stato fermato da un agente che lo ha ucciso a colpi d’arma da fuoco. 
La polizia ha perquisito l’abitazione dell’uomo a Gonesse, in val d’Oise, e la moglie è stata fermata. L’uomo di 45 anni avrebbe una tranquilla carriera alle spalle come funzionario del dipartimento tecnico ed era insospettabile. Aveva 45 anni, era nato a Fort-de-France, in Martinica. Era affetto da una forma di sordità e comunicava con il linguaggio dei segni con la moglie che ha lo stesso problema. Sconosciuti i motivi del suo gesto. Fonti citate da BfmTv e de Le Figaro, hanno riferito che l’uomo 18 mesi fa si è convertito all’islam, la stessa religione della moglie, che è stata fermata. Ma c’è ancora massima cautela sul movente, per gli investigatori potrebbe essersi trattato di un regolamento di conti legato a motivi personali. 
La zona della strage è stata prontamente isolata, chiusa la fermata della metro Citè; sul posto si sono immediatamente recati il presidente Emmanuel Macron, che ha voluto «trasmettere il suo sostegno e la sua solidarietà», il premier Edouard Philippe, il ministro dell’Interno Christophe Castaner e il vice sindaco di Parigi Emmanuel Gregoire, che ha espresso «vicinanza e affetto alla prefettura di polizia, alle vittime e ai loro familiari». In questi giorni le forze dell’ordine francese sono in agitazione per le condizioni di servizio.

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