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Per la ex Embraco il paracadute della Cig

TORINO

LAVORO I lavoratori dell’ex Embraco ieri sono partiti alla volta di Roma per protestare e chiedere garanzie sul loro futuro lavorativo. In 170 hanno organizzato un presidio davanti al Ministero dello Sviluppo Economico, lasciando per qualche ora i cancelli della fabbrica di Riva di Chieri dove erano in corso otto ore di sciopero. Al loro fianco anche i sindacati e il presidente della regione Alberto Cirio, «al primo sciopero», con l’assessore al Lavoro Elena Chiorino in vista del tavolo convocato il 23 ottobre. Il nodo da sciogliere è il rispetto delle promesse da parte della nuova società Ventures, che non avrebbe le risorse per far partire la produzione di robot per la pulizia di pannelli voltaici riassumendo i 409 lavoratori. Ieri hanno incontrato i sottosegretari al Lavoro Francesca Puglisi e allo Sviluppo Economico Alessandra Todde. «Ci vuole il piano, ma anche garanzie sulla sua attuazione», spiega Todde. «Speriamo di non averne bisogno - commenta Cirio - ma la cosa importante era avere una garanzia da parte del Ministero del Lavoro che nel caso si dovesse aprire una nuova trattativa si possa avere un prolungamento della cassa integrazione». Continua la preoccupazione anche per il sito della Cnh Industrial di San Mauro Torinese: dopo una giornata di assemblee, oggi sciopero di 8 ore ai cancelli

CRISTINA PALAZZO

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