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Aumentano le uxoricide

Milano

CITTA' Uccidono per lo più di notte, col coltello e spinte dalla malattia mentale da cui sono affette.  Uno studio letto dall'Agi, coordinato da Isabella Merzagora,  docente di Criminologia alla Statale, mette a fuoco i casi in cui sono le donne a uccidere gli uomini.  L'ambito geografico comprende il Comune di Milano e le province del capoluogo lombardo e di Monza in cui, tra il 1990 e il 2017, si sono verificati 20 casi, meno di uno all'anno. Un divario numerico enorme rispetto alle 172 vittime donne per mano di uomini negli stessi periodo e area geografica. Tuttavia, si può rilevare «il raddoppio dei casi tra il primo e il secondo dei decenni considerati e un concentrarsi di più di un terzo negli ultimi 4 dei 28 anni esaminati». «Sembrerebbe dunque iniziato - commentano gli autori dello studio - un processo verso le pari opportunità uxoricide». Dal dettaglio dell'analisi, svolta da Merzagora con la collaborazione di Alessio Battistini, Palmina Caruso, Nicole Mottale, Lorenza Pleuteri e Guido Travaini, emerge che gli uxoricidi si sono verificati durante tutto l'arco della settimana e non si nota una prevalenza nel week end in cui si è maggiormente a contatto con le persone conviventi». Nove casi si sono verificati in ore serali e notturne «coerentemente con le ricerche che addirittura definiscono l'uxoricidio come un “crimine notturno”». L’età media delle omicide è di 39 anni, in linea con la media per cui le donne diventano omicide in un'età più anziana rispetto ai maschi.

AGI/METRO

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