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Noi che siamo in mezzo tra i cinesi e Pompeo

Maurizio Guandalini

La Cina fa fischiare le orecchie a molti. Imponente. Spregiudicata. Dice a nuora perché suocera intenda. Piazza una fila di missili intercontinentali in grado di colpire gli Stati Uniti nel giro di un’oretta. I settant’anni di Repubblica popolare comunista. A oggi il più lungo regno rosso ininterrotto nel mondo. Celebrati in egemonia. Lanciando bombette qua e là di rinnovata guerra fredda. Paesi che governano e dispongono. Facendosi paura l’un l’altro armati con gli ordigni più potenti sul mercato. L’Italia c’entra. Non è la classica bruttina che sta in disparte nelle festose adunate campagnole.

Ancor più siamo coinvolti con la visita a Roma di quel Mike Pompeo, che in Cina trend, porta in dote il 70. Essendo il settantesimo segretario di Stato americano, di origini abruzzesi. Caramanico Terme, provincia di Pescara. Imprenditore che ci può essere utile a limare la mannaia dei dazi statunitensi verso i nostri prodotti di pregio. Pagare moneta vedere cammello. Sono degli elefanti a Casa Trump. Non dimenticano. Il 5G, la tecnologia cellulare di quinta generazione, l’abbiamo accarezzata per compiacere i compagni della Dinastia Ming. E pure quella Via della Seta, il più portentoso progetto di espansione economica mai rilevato dopo il veneziano Marco Polo. C’è poco da stare sul mezzo. Non essere allineati. Oltreoceano hanno questo copione. Prendere o lasciare. Poi, certo, ci hanno maldestramente insegnato che la globalizzazione non è se non c’è democrazia. Cos’è la democrazia la lasciamo ai druidi. Hong Kong è l’appendice timida di un fai da te diverso rispetto all’obbedienza indiscutibile di Pechino.

La lezione se non capita con le buone avrà risvolti secondo i dettami del capobranco. Rivoluzione pacifica degli ombrelli kaputt. Affari interni. Silenzio globale. Stendhal diceva che la politica non è una lotta del bene contro il male, ma una scelta tra il preferibile e il detestabile. Maccarone, m’hai provocato e io te distruggo. Per distinguere il giudizio storico da quello morale.

MAURIZIO GUANDALINI

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