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Ma per l'ambiente servirebbe il “long range”

CARLO BARBIERI

Migrazioni, ambiente, pace: temi vitali a cui è appeso il nostro futuro, da affrontare con energia. Ma ci vorrebbero leaders di alto livello, mentre il livello dei politici in genere, e dei nostri in particolare, è basso; molti sono solo bravi acchiappatori di voti, a cui hanno imparato a dare la caccia utilizzando tecniche di marketing di massa. Vediamo se le riconoscete: 1) “Le emozioni portano all'azione, il ragionamento a trarre conclusioni” (D. Calne). E quindi paura, odio, offese come armi politiche; 2) “Crediamo nelle promesse che fanno sognare, anche se bugiarde”. Come per le creme di bellezza che compriamo da 5000 anni –  basta vedere i corredi funerari egiziani; 3) “Memoria e logica sono selettive”. Per questo se un politico contraddice ciò che ha detto il giorno prima, i suoi fan non se ne accorgono, mentre se la stessa cosa la fa un avversario, apriti cielo. Una "fedeltà al marchio" da tifo calcistico.

Ci vorrebbero politici preparati, attenti ai grandi temi, con programmi calibrati su progetti seri e “long range”; e invece l’ansia di conservare la poltrona minacciata dalla scadenza del mandato li rende schiavi di convenienze e di obiettivi autoconservativi, “short range”. Dovrebbe essere l’elettorato a diventare preparato; ma per formarne uno così, la politica dovrebbe creare un rigoroso percorso civico che cominci dalle elementari. Però, un elettorato così in gamba costringerebbe i partiti a rinunciare alla politica delle emozioni, a favore di una “politica dei ragionamenti”. Quindi che ci guadagnano a formare i cittadini?

E allora rimane tutto così. Solo che prima o poi, anzi più prima che poi, ci troveremo nei guai: perché il futuro arriverà puntuale come una cambiale, e ci sorprenderà intenti a discutere col nostro ombelico. E saranno "cose acide".

CARLO BARBIERI

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