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La Cattedrale e gli Anelli Il futuro S.Siro sarà “eco”/LE FOTO

CITTA' I due studi di architettura rimasti in gara per la costruzione di un nuovo stadio a Milano sono l'americano Populous e l'accoppiata italo-americana Manica-Sportium. La “finalissima” tra le due opzioni è stata illustrata ieri, in una conferenza stampa congiunta al Politecnico (Bovisa), che è advisory del progetto, da Inter e Milan. La realizzazione impegnerà le squadre per 1,2 miliardi e potrà essere un motore per lo sviluppo del Paese, dice Antonello, ad interista. Scaroni, n°1 milanista, aggiunge: «Prevediamo un nuovo stadio modernissimo: quanto di meglio c’è al mondo. Ci sarà molto più verde nel nuovo San Siro che in quello di oggi, e la struttura sarà più sostenibile a livello ambientale, visivo ed acustico». L’intenzione è quella di interpellare i residenti, ai quali si garantisce una struttura con un impatto minore dell’attuale San Siro anche da un punto di vista visivo, dai 60 metri di altezza di oggi ai 30 futuri. Tutti, a parole, dicono di amare il Meazza, di consideralo una «icona» (così Gazidis, ad del Milan, per esempio), ma in pratica Milan e Inter vogliono una cosa tutta nuova e tutta loro, anche se, specifica Scaroni, dovrebbe essere costruito «su terreno di proprietà del Comune: chiederemo una concessione per 90 anni». In ultima analisi, «Tutto quello che è costruito su terreno del Comune diventa di proprieta' del Comune». In ottobre sarà Palazzo Marino a doversi esprimere sulla dichiarazione di interesse per la nuova struttura, contemplando anche la possibilità di abbattere il Meazza. Info sui progetti, con foto e video: www.nuovostadiomilano.com

Il sindaco Sala attendista: «Il punto sono le volumetrie»
Il punto di discussione tra l’amministrazione comunale e Milan e Inter, secondo il sindaco di Milano Giuseppe Sala, saranno le volumetrie. “Le loro richieste eccedono il nostro standard espresso dal Pgt, ma loro lo giustificano con la legge sugli stadi, che dice che, laddove si costruiscono stadi nuovi, si possono aumentare le volumetrie fino a raddoppiarle. La legge sugli stadi però non è che passa oltre o fa decadere le regole comunali”, ha detto Sala a margine del suo intervento a Milano Calcio City. “Le nostre regole - ha proseguito il sindaco - posizionano un’edificabilità ben inferiore a quanto loro chiedono. Con ciò il Consiglio può dire che le regole sono queste, ma che è disponibile a dare di più. Qui ci sarà il vero dibattito per trovare un equilibrio tra gli interessi delle società e il ruolo della politica a difesa dell’interesse della città. Probabilmente le richieste iniziali sono anche elevate e capisco che le regole del Pgt a livello di edificabilità siano tali da mettere in dubbio la convenienza di uno stadio. Se ne discuterà”, ha concluso il sindaco. Durante l’intervento il primo cittadino aveva però specificato di voler restare fuori per il momento da questa discussione: “Su questo bisogna essere molto lucidi e molto freddi ma io non ci voglio entrare, perché voglio che sia il Consiglio comunale a definire la possibilità di un nuovo stadio in funzione delle nostre regole”.

Molto scetticismo tra i politici
«La qualità dei progetti per la costruzione del nuovo stadio è altissima, entrambi danno una nuova prospettiva alla città e al quartiere», ha detto l’assessora allo Sport del Comune, Roberta Guaineri, che però “corregge” Scaroni quando questi accusa il quartiere di essere un non-luogo. Le altre reazioni della politica? Per Matteo Salvini, leader della Lega, abbattere San Siro sarebbe «un delitto». Per Simone Sollazzo (M5S) «Milan e Inter continuano la loro operazione di marketing, senza fare vera informazione. Non esistono ragioni fondate per abbattere San Siro». Per Filippo Barberis (capogruppo Pd a Palazzo Marino), i progetti sono eccellenti, «ma le squadre devono ancora spiegare i motivi per cui la riqualificazione dello stadio esistente sia tanto insostenibile». Per Basillio Rizzo i disegni degli stadi in sé sono «bellissimi» ma «nulla si sa del progetto», cioè di quello che significherà per la zona e per la città.

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