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Spada, è mafia Sì ai tre ergastoli

Roma

ROMA A Ostia le attività del clan Spada avevano tutti i crismi dell’associazione mafiosa. I giudici riuniti ieri nell’aula bunker di Rebibbia hanno confermato le tesi dei pm Mario Palazzi e Ilaria Calò.

Il processo di primo grado si è concluso ieri sera con tre ergastoli nei confronti di Carmine Spada, detto “Romoletto”, Roberto Spada e Ottavio Spada, detto “Marco”. Sono 17 gli altri imputati condannati, per un totale di 147 anni di carcere, sette quelli assolti. Le sentenze sono state emesse dopo 10 ore di camera di consiglio.

Tra gli episodi contestati, c’è anche il duplice omicidio di due esponenti di un clan rivale, “Baficchio” (Giovanni Galleoni) e “Sorcanera” (Francesco Antonini), avvenuto il 22 novembre del 2011, di giorno e nel centro di Ostia. Da qui la condanna all’ergastolo dei tre Spada. Tra gli altri reati formulati dai pm, a vario titolo, ci sono usura, favoreggiamento, estorsione, lesioni personali aggravate, violenza privata e incendio. «Sono indignato, è una follia vera», ha commentato a caldo l’avvocato Mario Girardi, difensore di Carmine Spada.

Alla lettura delle sentenze era presente anche la sindaca Virginia Raggi: «Ringrazio magistratura e forze dell’ordine e soprattutto quei cittadini che denunciano la criminalità», ha detto la prima cittadina.

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