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Ammazza la compagna poi si ferisce a coltellate

Milano

È stato fermato con l'accusa di omicidio un 46enne che ha ucciso la compagna 26enne di origine ivoriane. Dalle prime ipotesi sembra che l’uomo abbia strangolato a mani nude la giovane ma per accertare la causa del decesso servirà l'autopsia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due stavano insieme da qualche tempo dopo altre relazioni. Lei aveva avuto due figli  con un precedente compagno, affidati poi al padre, mentre lui aveva divorziato, mantenendo buoni rapporti con l'ex moglie, da cui aveva avuto tre figli. E proprio all'ex moglie ha telefonato poco prima delle 4 confidandole di «aver fatto una cazzata» e annunciando di volersi suicidare. A quel punto la donna ha chiamato i carabinieri che quando sono arrivati nell'appartamento della 26enne hanno trovato lei distesa senza vita in camera e il 46enne in una pozza di sangue con una ferita che si era inferto all'addome. Ma i carabinieri era già intervenuti altre due volte per le liti tra i due. In un caso l'uomo aveva denunciato la donna perché gli avrebbe rotto un dito durante una lite ma lei era finita all’ospedale. Pochi giorni fa i  carabinieri erano intervenuti di nuovo.

Curare i violenti
Ogni 3 giorni in Italia viene compiuto un femminicidio. Gli uomini autori di violenza nell'85% dei casi reiterano il proprio comportamento. Basta punirli? Se n’è parlato ieri alla Camera del Lavoro in un incontro promosso dalla Fondazione Somaschi Onlus. Gli  8 progetti lombardi  per rieducare gli  uomini maltrattanti e prevenire nuove violenze danno risultati incoraggianti. «Nei primi 7 mesi del 2019 su 241 casi di uomini che hanno intrapreso nostri percorsi di trattamento non si è registrata alcuna recidiva» ha ricordato la criminologa Francesca Garbarino.

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