Fatti&Storie

Nella sartoria lager al lavoro H24

TORINO

Cristina Palazzo
Un laboratorio clandestino cinese di abbigliamento in cui in uno stanzone lavoravano, sia di giorno che di notte, e in quello accanto dormivano, con l’angolo cucina con fornelletto elettrico e scatolette di cibo precotto pronto per essere riscaldato. E tutti e nove i lavoratori, di nazionalità cinese, erano impiegati senza contratto. È quanto si sono trovati davanti i carabinieri di Ciriè che sabato, in collaborazione con i colleghi del Nucleo ispettorato del lavoro, dopo un periodo di indagine, hanno fatto scattare il blitz nel capannone in via Taneschie.

All’interno del capannone, nonostante fosse passata la mezzanotte, c’erano ancora alcuni dei lavoratori al lavoro alle postazioni dotate di macchine da cucito professionali. Uno di loro è in Italia senza permesso in regola. Dalle indagini è emerso che lavoravano H24 nel laboratorio, dove erano accatestati tessuti e vestiti pronti per finire sul mercato, e dormivano a turno nella stanza accanto adibita a dormitorio, con un solo bagno disponibile, oltre a letti, valigie e il fornelletto elettrico.
 La titolare, una donna di 33 anni anche lei di nazionalità cinese e titolare di un’azienda di sartoria a Ciriè, è stata arrestata e si trova ai domiciliari. Dovrà rispondere di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. È scattata anche una multa di 33mila euro, oltre alla sospensione della licenza mentre il capannone è stato sequestrato dai carabinieri.

CRISTINA PALAZZO

 

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