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Un altro bimbo muore abbandonato nell’auto

Bambini

CATANIA Il pm di Catania Andrea Norzi ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in relazione alla morte del bimbo di due anni, deceduto dopo essere rimasto a lungo in auto, dimenticato dal padre che si è recato al lavoro. Il piccolo è rimasto per oltre cinque ore sotto il sole cocente, chiuso all’interno della vettura del padre che si era scordato di lasciarlo all’asilo.

Alle 8 a bordo

L’uomo, 43 anni, dipendente amministrativo dell’università, intorno alle 8 era salito a bordo con il piccolo per accompagnarlo in asilo, prima di recarsi al lavoro. Invece è andato direttamente nel suo ufficio, rimuovendo dalla mente che suo figlio era nel seggiolino. Alle 13 la telefonata allarmata della moglie che all’asilo non ha trovato il bimbo; il panico, la corsa verso l’auto, al parcheggio dell’ateneo, con il piccolo ormai esanime; il trasporto al Policlinico dove i medici ne hanno constatato la morte. La polizia, coordinata dal magistrato della procura etnea, ha raccolto le prime informazioni sulla tragedia in primo luogo dai genitori distrutti dal dolore, nonché dai medici, acquisendo informazioni e documentazione clinica. Secondo quanto ricostruito, il bimbo è arrivato in ospedale alle 14.10: era già in arresto cardiaco quando è entrato nel nosocomio ed è stato dichiarato morto alle 14.47.

L’altro caso

La tragedia di Catania ricorda quella del piccolo Andrea Deodato, uno dei primissimi casi, registrati in Italia, frutto di quella che la scienza medica ha definito “amnesia dissociativa”, ovvero la perdita di memoria causata da traumi o stress e che determina l’incapacità di ricordare informazioni personali importanti.

Seggiolino

«Siamo sconvolti di fronte alla morte del bimbo di Catania dovuta a una tragica fatalità - ha commentato il presidente dell’Asaps, Giordano Biserni - siamo anche amareggiati del fatto che il decreto attuativo che avrebbe dovuto individuare le specifiche tecniche del seggiolino anti-abbandono sia stato bocciato dalla Commissione europea. Il nostro Paese non può permettersi ulteriori ritardi e chiediamo subito un intervento del nuovo ministro dei Trasporti De Micheli con la predisposizione di un testo che in poche settimane superi le obiezioni sollevate in sede europea e sia pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale».

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