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L'attacco al petrolio con missili Cruise iraniani

arabia saudita

Le installazioni petrolifere saudite sono state attaccate con 18 droni e 7 missili da crociera iraniani. Lo ha rivelato il portavoce del ministero della Difesa saudita e della coalizione internazionale guidata da Riad contro i ribelli Houthi in Yemen, Turki al Malki. Gli attacchi sono arrivati da "nord", ha affermato Riad, mostrando alla stampa i rottami dei droni usati nei raid che hanno messo temporaneamente in ginocchio la produzione saudita di greggio. I droni, ha affermato il governo saudita, sottolineando di star lavorando alla "localizzazione esatta" del luogo da cui i velivoli sono partiti, che non e' in Yemen ne' al confine del paese in cui operano i ribelli sostenuti da Teheran.

Onu. L'Onu invierà i propri ispettori in Arabia saudita per l'avvio di una indagine sugli attacchi che hanno messo temporaneamente in ginocchio la produzione petrolifera. Lo hanno riferito fonti diplomatiche indicando come "positiva" l'iniziativa del Palazzo di Vetro e aggiungendo che il mandato degli esperti trova un fondamento sia nelle risoluzioni che hanno deciso l'embargo sulle armi destinate allo Yemen sia in quella che riguarda l'accordo sul nucleare siglato dalla comunità internazionale con l'Iran nel 2015.

Mosca. La Russia ritiene che la destabilizzazione della regione mediorientale coinvolgendo l’Iran sarebbe il peggiore scenario possibile dopo gli attacchi di sabato contro le installazioni petrolifere in Arabia Saudita. Lo ha dichiarato Andrei Belousov, assistente al presidente della Russia Vladimir Putin.

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