Spettacoli

D’Amore & Marchioni, due migranti on the road

Cinema/Drive me home

ROMA L’Immortale, il Freddo e un camion. Sono loro i protagonisti di un racconto on the road, opera prima di Simone Catania, “Drive me home” (dal 26 al cinema) che ci porta sulle strade di un'amicizia da ritrovare e di un tempo perduto. 

Marco D'Amore e Vinicio Marchioni in viaggio su un camion per mezza Europa a far dimenticare gli iconici personaggi di “Romanzo Criminale” e di “Gomorra”, per mostrarsi come  mai visti. 

«Per me è stato  importante stravolgere una certa immagine che mi portavo dietro e mi ha aiutato molto l'aspetto del mio personaggio, la maschera con caschetto biondo dietro cui si nasconde il   camionista gay: le maschere aiutano sempre un attore», spiega D'Amore che giura di aver rifiutato molti ruoli analoghi a quelli di Ciro l'Immortale, «un personaggio a cui la mia carriera deve molto ma che è lontanissimo da me”. 

Per Vinicio Marchioni, invece, la fuga dal Freddo è già  metabolizzata e di lui non resta più traccia: «Sono entrato in questa storia d'amicizia tra due uomini che devono colmare un vuoto e possono farlo solo insieme, buttandomi  senza riserve come mai mi era accaduto su un set.   È anche  una storia che mi ha fatto pensare ai tanti italiani che vanno via dall'Italia e di cui si parla sempre troppo poco».

Troppo poco si parla anche del cinema italiano che muore. Lo sottolinea D'Amore: «Abbiamo fatto questo film con pochi mezzi: un'avventura faticosa, che regala poeticità, ma che fa anche pensare a come il cinema italiano sia sempre più in difficoltà».

SILVIA DI PAOLA

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