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Il sogno di Marco e Sofia fuori dal bosco di Rogoredo

Marco e Sofia sono giovani e belli, pieni di speranza per il futuro. Una speranza molto concreta, che si chiama Jason e nascerà a novembre. Marco ha 27 anni, Sofia 21 e raccontano, come se avessero conquistato l’Everest, che da giugno, dopo averci passato due anni e mezzo di vita randagia, non mettono più piede nel boschetto di Rogoredo, una delle piazze di spaccio più grandi d’Italia. Marco, che convive da 10 anni con la dipendenza, si illumina: «Abbiamo trovato una nuova famiglia, che ci ha accolto». Loro e altri 150 tossicodipendenti, salvati dal bosco, hanno trovato sulla loro strada i volontari e le associazioni che da febbraio si alternano nell’area per offrire un’alternativa alla “malattia”, come la chiama Pietro Farneti, presidente di fondazione Eris, una delle capofila del progetto “L’unione fa la forza” promosso da Prefettura, Comune e Regione a gennaio per sconfiggere la vergogna di Rogoredo. «Sono malati che non si vogliono curare – spiega Farneti- per questo dobbiamo andarli a cercare, parlare con loro e offrire loro cure». Il problema non è solo Rogoredo: «Una situazione forse più pericolosa è quella del Parco delle Groane. Stiamo tornando all’emergenza degli anni ‘80 con la differenza che oggi ci sono molte più sostanze, più pericolose e a costi più bassi». Ed è cambiata anche la composizione antropologica: le donne una volta erano il 25%, ora sono il 40%. Nei mesi scorsi hanno fatto scalpore i  casi di ragazze incinte sbandate nel boschetto. Sofia, accarezzandosi la pancia, ha fatto la sua scelta e ora vive nella casa di sollievo della fondazione.

IL CONSERVATORIO RADDOPPIA A ROGOREDO E PORTA LA MUSICA

«Il lavoro di contatto quotidiano con questi ragazzi è molto impegnativo per le associazioni, e noi vogliamo che si apra anche una relazione con la città» spiega l’antropologa Maryan Ismail, promotrice dell’iniziativa “Fuori Boschetto”, titolo che mima il brand Fuori Salone, scelto per una ciclo di iniziative di informazione sul territorio su quanto di buono si sta facendo e anche di raccolta fondi, per sostenere la creazione di un hub della riabilitazione dalle dipendenze nell’ex ospedale psichiatrico di Mombello, vicino al parco delle Groane. Il prossimo appuntamento di Fuori Boschetto sarà uno spettacolo teatrale nella parrocchia di Rogoredo il 16 novembre, “Il berretto a sonagli” di Pirandello messo in scena dai Lions.

PAOLA RIZZI

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