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"Cosa serve in cucina? Passione e amore", parola di Cracco

Cucina

Aveva detto che sarebbe stato lontano dallo schermo, e invece è bastato un progetto interessante, propostogli dal brand di cucine di cui è testimonial, e il ritorno di Carlo Cracco in tv è servito. 
Si intitola "La mia cucina. Una ricetta con Carlo Cracco", la striscia di 20 minuti, al via da lunedì (da lun a ven, ore 19.40) su Rai 2. Stavolta lo chef stellato cucina per davvero con un ospite, ogni volta diverso, per un totale di 20 puntate. A fare compagnia a Cracco in questa nuova avventura ci sarà la web influencer Camihawke, all'anagrafe Camilla Boniardi.
 Cracco, lei manca dalla tv da due anni, cosa e chi l'ha convinta a tornare?
«È un programma divertente che mi permette di essere me stesso, mostrando il mio lato più autentico. Ho accettato con entusiasmo perché è nato dall'evoluzione di un percorso fatto col brand di cui sono testimonial da anni. Con loro ho anche progettato un modello di cucina (che si chiama “Mia” ndr.). Non avrei potuto immaginare nessun altro “Nella mia cucina” e per questo ho deciso di tornare in tv». 
 
Perché ha detto “mi permette di essere me stesso”? Prima non lo era?
«Erano format e contesti diversi, avevo un'immagine rigida e severa. Qui sono nella mia cucina di casa a fare quello che so fare meglio: cucinare».
 
Che cosa non dovrebbe mai mancare in cucina?
«Passione e amore per quello che mangiamo. È tutta una questione di educazione: mangiare bene ha anche a che fare con la salute».
 
Negli ultimi 10 anni i fornelli in tv si sono moltiplicati, che meriti o demeriti hanno portato questi programmi nella società?
«Non sta a me dire dirlo. So solo che nel 2010 MasterChef si faceva già da anni in Australia e negli Stati Uniti, che non hanno una grande tradizione culinaria, ma la gente si appassionava. E noi che siamo da sempre depositari di cultura e tradizione, eravamo indietro. Da noi la cucina era solo colore, non si riusciva ad immaginarla al centro di un programma. Poi le cose sono cambiate e programmi del genere ci hanno fatto scoprire un mondo».

BARBARA NEVOSI

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