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Quattro operai annegati in una vasca di liquami

Pavia

PAVIA La procura di Pavia ha aperto un’indagine per omicidio colposo plurimo sul tragico incidente sul lavoro avvenuto ieri in un’azienda agricola di Arena Po, dove hanno perso la vita quattro operai indiani di origine sikh: due, di 48 e 45 anni, erano fratelli e titolari dell’azienda; altri due, di 28 e 29 anni, erano lavoranti contrattualizzati. Secondo le prime ricostruzioni uno degli operai sarebbe entrato in un pozzo-vasca che raccoglie le deiezioni degli animali durante l’operazione periodica di spurgo. Qualcosa è andato storto ed è stato travolto dai miasmi. Secondo una drammatica “catena” gli altri si sono gettati cercando di salvarlo ma sono tutti annegati. A ucciderli, probabilmente, è stata l’anidride carbonica esalata dai liquami.
L’allarme è stato dato tra le 12 e le 13 quando i familiari delle vittime, non avendo notizie dei congiunti, si sono recati nella fattoria e hanno visto affiorare un cadavere dalla melma. Inutili i soccorsi dei vigili del fuoco, protetti dalla maschere, che hanno dovuto svuotare parzialmente la vasca per estrarre i corpi.

Pronto piano del Governo

«Non ci sono testimoni e le persone coinvolte sono tutte morte - ha detto il procuratore di Pavia, Mario Venditti - l’ipotesi è che il pozzo probabilmente fosse ostruito: il primo operaio si è calato per aprire una saracinesca ed è svenuto a causa delle esalazioni. Gli altri sono morti per cercare di soccorrerlo». Dure reazioni dei sindacati. «Il Governo si impegnerà al massimo nel contrasto alle morti sul lavoro - ha affermato il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo - avvieremo subito il piano straordinario di prevenzione e sicurezza».

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