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Conte cerca sponda Ue su migranti e crescita

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BRUXELLES Un “patto con l’Europa” che dia tempo (e margini) all’Italia per investire e crescere, la revisione immediata degli accordi di Dublino sulla gestione dei flussi migratori e l’avvio di un dibattito che porti alla modifica delle regole del Patto di Stabilità. All’indomani della fiducia incassata in Senato e della nomina di Gentiloni come commissario all’Economia, Giuseppe Conte ha portato sul tavolo di Bruxelles i dossier “prioritari” per l’Italia. Il presidente del Consiglio ha incontrato Ursula von der Leyen, Donald Tusk, David Sassoli e Charles Michel, parlando di «grande disponibilità» e «importante consonanza» con i vertici Ue.

Pressing sull'immigrazione

Il pressing più impellente su Bruxelles - anche per disinnescare possibili scontri nella nuova maggioranza M5S-Pd-Leu - è il fronte immigrazione. Il sistema di Dublino va superato, ha ribadito il premier, che ha riferito di un impegno a trovare subito un «accordo temporaneo» sulla ripartizione dei migranti. «L’Italia chiede sostanziale condivisione. Ora dobbiamo definire i dettagli - ha aggiunto Conte - ci saranno dei Paesi riluttanti, ma chi non parteciperà alla condivisione ne risentirà sul piano finanziario in modo consistente. Con l’aiuto dell’Europa dobbiamo fare molto di più anche sui rimpatri». Il tema immigrazione sarà sul tavolo dell’incontro con Macron il 18 settembre e un mini vertice a 5 (Italia, Francia, Germania, Malta e Finlandia) con la Commissione europea è in agenda il 23 a La Valletta per arrivare a un punto comune su redistribuzione e sbarchi.

Il bazooka di Draghi

Il premier Conte ha aperto anche la partita economica, chiedendo a Bruxelles di concedere più tempo all’Italia per non tagliare le gambe alla crescita. Ma ora gli occhi sono tutti puntati sul possibile colpo finale di bazooka di Mario Draghi: oggi presiederà il penultimo board della Banca centrale europea (prima di lasciare il 31 ottobre la guida della Bce nelle mani di Christine Lagarde) ed ha preannunciato un pacchetto di nuove misure di stimolo economico che hanno fatto crollare i tassi dei bond. Gli investitori si attendono un nuovo taglio dei tassi dal -0,4% a -0,5%; misure per il sistema bancario e un nuovo round di acquisti di bond. Ma se le aspettative - troppo ottimistiche - dovessero andare deluse potrebbe esserci un duro contraccolpo.

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