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Processo Spada Chiesti tre ergastoli

Roma

ROMA Tre ergastoli e 208 anni di carcere. È la richiesta fatta ieri nell’aula bunker di Rebibbia dai pm Ilaria Calò e Mario Palazzi nei confronti dei 24 imputati nel maxiprocesso contro gli affari del clan Spada a Ostia. Secondo l’accusa le condanne per associazione a delinquere sono aggravate dal metodo mafioso.

Gli ergastoli sono stati chiesti nei confronti di Carmine, Ottavio e Roberto Spada: quest’ultimo è anche il responsabile della testata sferrata al giornalista Emilio Piervincenzi, inviato della trasmissione Rai “Nemo”, in pieno giorno e immortalata dalle telecamere.

Le richieste di condanna sono state avanzate dopo quattro giorni di requisitoria da parte dei pm. A dare impulso alle indagini sono state le dichiarazioni di cinque collaboratori di giustizia. Tra loro una coppia di coniugi, minacciata dal clan: nell’ottobre del 2018, poco prima che i due rendessero la loro testimonianza davanti ai pm, fu rinvenuto un ordigno sul balcone dei genitori della donna. I pm hanno anche rievocato le esecuzioni e gli attentati del clan nei confronti dei rivali negli affari illeciti a Ostia, e la lista di esercizi commerciali sul litorale conquistati come «in un Risiko», secondo le parole del pubblico ministero Mario Palazzi. Attività poi intestate a una rete di prestanome per nascondere alle autorità il patrimonio acquisito.

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