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Brexit, caos a Londra Johnson: "Voto 15 ottobre"

Brexit

Brexit, è caos a Londra. Il premier britannico, Boris Johnson, ha proposto di tenere elezioni anticipate il 15 ottobre e ha sfidato il leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, a sostenere la sua posizione. "Questo governo porterà fuori il Paese dall'Ue il 31 ottobre". C'è "una sola cosa" che si frappone a questo obiettivo, la "proposta di resa" all'Ue promossa dai laburisti con la legge anti no-deal. Da qui, la sfida a sostenere la sua richiesta di elezioni anticipate. 

No deal. Boris Johnson è stato infatti sconfitto ai Comuni: con 328 voti a favore e 301 contrari, il Parlamento britannico ha approvato la mozione per portare domani in aula la legge anti no-deal promossa dai laburisti. Una sconfitta ancora più bruciante per l'inquilino di Downing Street a causa dei 21 'ribelli' Tory che, nonostante la minacciata espulsione, hanno votato contro il loro stesso governo, insieme alle opposizioni.  Immediata la replica di BoJo che ha annunciato, in caso di approvazione della legge, l'introduzione di una mozione per indire elezioni anticipate. Johnson non gode più della maggioranza, perduta dopo che il deputato Tory, Phillip Lee, è passato con i liberaldemocratici.  Con questo voto, ha commentato a caldo il premier, il Parlamento "è sull'orlo di distruggere qualsiasi accordo che potremmo riuscire a stipulare con Bruxelles. Questo perché il disegno di legge di domani consegnerebbe il controllo dei negoziati all'Ue". "E dal momento che mi rifiuto di seguire questo piano, dovremo fare una scelta. Non voglio elezioni ma se il Parlamento voterà per questo disegno di legge, il pubblico dovrà scegliere chi andrà a Bruxelles il 17 ottobre per risolvere il problema e portare avanti il Paese".  Dal leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, è subito arrivato l'alt: nessun sostegno alla mozione per il voto anticipato (indispensabile per farla passare) senza prima l'approvazione della legge che eviti una Brexit senza accordo, obbligando il premier a richiedere a Bruxelles un'estensione dell'Articolo 50. "Non c'è una maggioranza per un no-deal in questo Paese. Se il premier ha fiducia nella sua politica sulla Brexit, dovrebbe sottoporla al voto del popolo", ha affermato. "Vuole presentare una mozione per le elezioni, bene. Prima passi la legge in modo da escludere il no-deal", ha intimato Corbyn.   Passato il primo scoglio, ora si attendeno per domani dibattito e votazione del disegno di legge, che quindi passerà alla Camera dei Lord. 

Ue. Cresce il rischio di una uscita senza accordo del Regno Unito dall’Unione europea. Lo sostiene la Commissione Ue alla luce della situazione politica a Londra dopo che il governo di Boris Johnson ha perso la maggioranza in Parlamento. “Il poco tempo che rimane (al 31 ottobre) e la situazione politica interna hanno accresciuto il rischio che il Regno Unito si ritiri dalla Ue senza accordo”, sottolinea la Commissione al termine del collegio dei commissari.
Bruxelles ribadisce anche che il backstop sull’Irlanda “è l’unica soluzione identificata che possa preservare l’accordo del Venerdì Santo, il diritto internazionale e l’integrità del mercato interno”. La portavoce della Commissione, Mina Andreeva, ha aggiunto che "succedono molte cose in queste ore a Londra, noi vogliamo lavorare costruttivamente con il primo ministro Johnson ed esaminare le proposte che ci farà purchè siano conformi con l'accordo di ritiro".

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