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Ultimatum di Di Maio Accordo già in bilico

GOVERNO

Il percorso per la nascita di un governo giallo-rosso torna in salita. Con un discorso dai toni ultimativi Di Maio torna a minacciare la via del mancato accordo e del voto anticipato fermando la trattativa pr un governo con il Pd.    La tensione è talmente alta che, dopo le dichiarazioni del capo politico M5s nella sala della Regina di Montecitorio, il segretario del Pd annulla l'incontro che aveva in programma con lui. A Palazzo Chigi, viene convocato un incontro 'riparatore' cui, insieme al presidente del Consiglio incaricato, prendono parte i dem Andrea Orlando e Dario Franceschini, e i capigruppo M5s, Stefano Patuanelli e Francesco D'Uva.     "La delegazione del Pd, indicata dal segretario Nicola Zingaretti - si legge in una nota diffusa dal Pd al termine dell'incontro - ha partecipato oggi pomeriggio ad un incontro richiesto dal presidente incaricato con i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e con lo stesso premier Conte. L’incontro è servito a porre l’esigenza di un chiarimento sulle dichiarazioni di Luigi Di Maio, al termine delle consultazioni, come precondizione per proseguire nel percorso avviato negli scorsi giorni".     Tranchant la risposta M5s affidata ai due capigruppo, Stefano Patuanelli e Francesco D'Uva: "Noi siamo il partito di maggioranza relativa e riteniamo che in una trattativa le pre-condizioni non facciano bene. Noi oggi in conferenza stampa, dopo aver incontrato il presidente incaricato, abbiamo messo al centro i temi, i 20 punti che per il M5s sono importanti, fondamentali, ed è su questo che vogliamo aprire il confronto con il partito democratico, lo faremo da domani mattina, però è difficile accettare le pre-condizioni. Credo che si possa lavorare in modo costruttivo a partire dai punti che abbiamo messo sul tavolo".

Paletti. Le due delegazioni si incontreranno quindi di nuovo  alle 9:30, a palazzo Chigi, per proseguire il confronto sul programma "condiviso" sul quale è stato avviato il percorso, come anticipato da Conte, in una nota al termine dell'incontro. Ma il problema sembra rimanere la dura presa di posizione di Di Maio e i paletti fissati dal vicepremier, anche sui temi come quello dell'immigrazione e del taglio dei parlamentari. O sulla caratura 'super partes' del presidente del Consiglio incaricato. il che equivale a dire, di fatto, che se a guidare Palazzo Chigi non c'è una figura 'targata' M5s, il Movimento può rivendicare la poltrona di vicepremier.  “Oggi si potrebbe dar vita a un Conte bis – ha scandito Di Maio a Montecitorio - uso il condizionale perché sono stato molto chiaro: o siamo d'accordo a realizzare punti del programma o non si va avanti”. Il segretario Pd Zingaretti ha chiesto a Di Maio "patti chiari, amicizia lunga". "Stiamo lavorando con serietà per dare un nuovo governo all’Italia, per una svolta europeista, sociale e verde", ha ricordato. "Ma basta con gli ultimatum inaccettabili o non si va da nessuna parte".

Mercati. Male borse e spread: i mercati accusano il colpo, con Piazza Affari che dopo una partenza cauta e un successivo rialzo dei guadagni, nel pomeriggio inverte bruscamente la rotta e a pagare subito il prezzo del mutato umore degli investitori sono le banche. Stessa sorte per lo spread Btp/Bund che apre poco mosso a 171 punti e poi cala fino a toccare i 166 per balzare a 177 punti e ripiegare in chiusura a 171,6 punti.

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