Fatti&Storie

Amazzonia, G7 preoccupato Anche il Papa si mobilita

amazzonia in fiamme

I leader del G7, riuniti a Biarritz in Francia, sono d'accordo nell'aiutare i Paesi colpiti dagli incendi in Amazzonia "il prima possibile". Lo ha reso noto il presidente francese, Emmanuel Macron. "Siamo tutti preoccupati per i vasti incendi che si sono sviluppati in Amazzonia. Preghiamo perché, con l’impegno di tutti, siano domati al più presto. Quel polmone di foreste è vitale per il nostro pianeta", è l'appello di Papa Francesco dopo l'Angelus.

Vescovi mobilitati.  “Gli assurdi incendi e altre depredazioni criminali ora richiedono una presa di posizione adeguata e un'azione urgente”, afferma la Conferenza Episcopale del Brasile dinanzi la terribile situazione che vive la foresta Amazzonica a causa degli incendi che continuano senza fermarsi. Il documento dei vescovi, firmato dalla presidenza della Conferenza episcopale, a nome di tutti i vescovi e inviato all'Agenzia Fides, denuncia che “non c'è più tempo per discorsi politici”, esortando ad agire con prontezza ed efficacia per salvare il polmone verde del pianeta.   I Presuli del Brasile si rivolgono alle proprie autorità: "Il popolo brasiliano, i suoi rappresentanti e i suoi servitori hanno la maggiore responsabilità per la difesa e la conservazione dell'intera regione amazzonica". "È urgente che i governi dei paesi amazzonici, in particolare il Brasile, prendano serie misure per salvare una regione chiave nell'equilibrio ecologico del pianeta: l'Amazzonia. Questo non è il momento delle discussioni sui giudizi o degli indugi in parole", sottolineano i vescovi, invitando a “alzare la voce” e ad assumere un atteggiamento profetico, prendendo esempio da Papa Francesco. Nel testo si sollecitano tutti coloro che occupano posizioni di responsabilità in campo economico, politico e sociale dicendo: “Lasciateci essere guardiani della creazione”. "Costruiamo insieme un nuovo ordine sociale e politico, alla luce dei valori del Vangelo di Gesù, per il bene dell'umanità, della Panamazonia, della società brasiliana, in particolare dei poveri di questa terra. Questo è indispensabile, per promuovere e preservare la vita in Amazzonia e altrove in Brasile. Nel dialogo lucido e nella comprensione, bisogna adesso alzare la voce", conclude il testo.

Bolsonaro. Tuttavia il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, sminuisce la portata degli incendi in Amazzonia e invita i brasiliani a non creare disinformazione. "Gli incendi non sono più violenti della media degli ultimi 15 anni ma non siamo soddisfatti di ciò che vediamo. Agiremo con forza per controllare gli incendi in Amazzonia", ha dichiarato il capo di Stato in un video messaggio pubblicato su Twitter.    Il presidente di estrema destra, dopo aver promesso che "farà tutto per proteggere l'Amazzonia e per permettere ai 20 milioni di brasiliani che ci vivono la ricchezza e lo sviluppo", chiede ai cittadini di "restare calmi" e di "non diffondere messaggi infondati, né dentro né fuori dal Brasile". Per Bolsonaro, "così non si risolve il problema e si favorisce un uso politico e la disinformazione". In conclusione, Bolsonaro osserva che "gli incendi nelle foreste esistono in tutti il mondo e non possono essere usati come pretesto per possibili sanzioni internazionali".

Fatti&Storie