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Pil, crescita a zero Crolla la produzione industria

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​Nel secondo trimestre del 2019 è continuata la fase di sostanziale stagnazione dell’economia italiana che prosegue ormai dal secondo trimestre dello scorso anno. Lo rileva l'Istat nella stima flash. Dopo il lievissimo calo registrato nella seconda metà del 2018 e l’altrettanto marginale recupero del primo trimestre - osserva l'Istat - il Pil ha segnato nel secondo 2019 una variazione congiunturale nulla. L'istituto di statistica spiega anche che la stima preliminare "ha necessariamente natura provvisoria e si basa su una valutazione dal lato dell’offerta che indica cali dell’attività per l’agricoltura e per l’industria e un contenuto incremento per l’insieme del terziario". 

Produzione industriale. A giugno 2019 l'Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,2% rispetto a maggio. Nella media del secondo trimestre il livello destagionalizzato della produzione diminuisce dello 0,7% rispetto al trimestre precedente.Corretto per gli effetti di calendario, a giugno 2019 l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali dell’1,2% (i giorni lavorativi sono stati 20, contro i 21 di giugno 2018).     "La contenuta flessione congiunturale registrata per il mese di giugno - commenta l'Istat - segue il più ampio incremento di maggio. Nel secondo trimestre dell’anno si rileva una flessione congiunturale (-0,7%) di entità solo di poco inferiore alla crescita del primo trimestre (+1,0%). L’ampliarsi della dinamica negativa in termini tendenziali passando dal primo (-0,6%) al secondo trimestre (-1,1%) determina nei primi sei mesi dell’anno, e al netto degli effetti di calendario, una contrazione della produzione industriale (-0,8%), che è più marcata per il solo comparto manifatturiero (-1,2%). La flessione nella manifattura è diffusa a livello settoriale". L’indice destagionalizzato mensile mostra un aumento congiunturale solo per l’energia (+2,4%); diminuzioni si registrano, invece, per i beni di consumo (-0,7%), i beni intermedi (-0,6%) e, in misura più lieve, per i beni strumentali (-0,1%).  Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a giugno 2019 un’accentuata crescita tendenziale esclusivamente per l’energia (+3,4%); al contrario, diminuzioni contraddistinguono i beni intermedi (-2,8%) e, in misura più contenuta, i beni strumentali (-1,7%) e i beni di consumo (-0,1%). I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,0%), la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+5,3%) e le altre industrie (+4,6%). Le flessioni più ampie si registrano nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-7,6%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-7,1%) e nelle attività estrattive (-5,6%). 

Inflazione.  Frena ancora l'inflazione a luglio e torna al livello di aprile 2018, ossia di 15 mesi fa. Lo rileva l'Istat spiegando che nelle stime preliminari nel mese che si conclude oggi l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,5% su base annua (in rallentamento da +0,7% di giugno). L’ulteriore rallentamento dell’inflazione a luglio, spiega l'Istat, è quasi del tutto imputabile ai prezzi dei beni energetici regolamentati e in particolare alle tariffe sul mercato tutelato del gas di rete e dell’elettricità, che diminuiscono rispetto a giugno, mentre a luglio dello scorso anno erano aumentate rispetto al mese precedente, determinando così l’inversione di tendenza dei prezzi dei beni energetici regolamentati. Spiega l'istituto di via Cesare Balbo, "il contributo alla crescita dei prezzi al consumo di questa componente da positivo diventa quindi negativo e l’inflazione al netto degli energetici, pur in un quadro di inflazione debole, per la prima volta da dicembre 2016 torna al di sopra dell’inflazione generale".     Nel dettaglio, la decelerazione dell’inflazione è dunque dovuta quasi esclusivamente all’inversione di tendenza dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +4,3% di giugno a -3,1%), bilanciata solo marginalmente dall’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +0,7% a +1,6%) e di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,5% a +1,8%).

Confesercenti. Serve una legge di bilancio che punti sulla crescita per superare la fase di stagnazione economica e spazzare via il clima di incertezza che sta vivendo l'Italia. Lo sottolinea la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise, commentando i dati Istat sul Pil. “Uno stop preoccupante - spiega in una nota - che conferma la stagnazione della nostra economia e ci allontana dai pur modesti obiettivi di crescita messi nero su bianco dal Governo per il 2019. Serve un intervento forte per spazzare via il clima di incertezza in cui sta tornando il Paese: la prossima legge di Bilancio dovrà puntare con decisione sulla crescita, passando da una logica di assistenza ad una di sviluppo”. E prosegue: “Adesso, per raggiungere i livelli di crescita previsti dal governo per l’anno e mantenere così le previsioni di bilancio, la variazione del Pil dovrebbe passare da 0 a +0,3% già nel trimestre in corso. Un’accelerazione che, a giudicare dagli indicatori, potrebbe rivelarsi difficile: l’Italia è entrata in una fase di stagnazione che difficilmente verrà superata in tempi brevi se non si invertirà rotta. Siamo l’economia più lenta d’Europa e quella con la più bassa inflazione. E a pesare non c’è solo il contesto internazionale”. 

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