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Luna, 10 cose su quel 20 luglio 1969

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«Qui gli uomini del pianeta Terra per la prima volta posero il loro piede nel luglio dell’Anno del Signore 1969. Siamo venuti in pace per tutta l’umanità». È quello che recita la targa lasciata sulla Luna dagli astronauti dell’Apollo 11 ancorata al Lem Eagle il 20 luglio di 50 anni fa. Fu un momento che taglia in due la storia, e che era cominciato alcuni anni prima: in piena Guerra Fredda, nella sfida frenetica fra Usa e Urss anche per la conquista dello Spazo, Kennedy aveva promesso che gli americani avrebbero raggiunto la Luna. lo spirito della missione che si realizzò senza di lui fu ben espresso dalle sue parole che racchiudono un forte messaggio per l’impegno umano, sotto tutti i profili, dalla tecnologia alla volontà: «Non abbiamo deciso di andare sulla Luna perché è facile, ma perché è difficile». E infatti nessuno dei 400 mila tecnici e dei 500 milioni di spettatori tv di quel giorno sapevano come sarebbe andata a finire: poteva davvero succedere di tutto. Ma andò bene: partiti col razzo Saturn V il 16 luglio dal Kennedy Space Center, dopo tre giorni Armstrong, Aldrin e Collins raggiunsero l’orbita lunare, poi i primi due  scesero sul modulo Eagle, che restò   21,5 ore sulla Luna: lì il primo passo.

Dieci curiosità che forse non sapete

1. Le sarte per il computer
Per il computer di bordo furono ingaggiate sarte che intrecciarono minuziosamente uno ad uno tutti i cavi, realizzando al termine di 8 settimane di lavoro la memoria di 73 kilobytes (quanto una email oggi).

2. La frase storica
«Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità»: secondo il fratello di Neil Armstrong, l’astronauta  aveva pensato a cosa dire sulla Luna qualche tempo prima durante una partita a Risiko.

3. I paracadute
Era loro vietato prendere la macchina insieme, perché erano solo tre le persone certificate dalla Nasa e autorizzate a piegare i paracadute destinati agli astronauti della missione Apollo 11, realizzati da una fabbrica ad alta tecnologia e poi piegati a mano.

4. Il primo 
Armstrong come comandante avrebbe dovuto attendere sul modulo mentre Aldrin sarebbe dovuto essere il primo uomo sulla Luna. Aspetti pratici legati allo sportello, e altri caratteriali, fecero invertire la scelta.

5. I comandi siciliani
L’ingegnere Filippo Pagano, emigrato negli States da Palermo, fu colui che costruì la strumentazione di bordo dell’Apollo 11, e fu proprio lui a spiegare ad Armstrong come divincolarsi tra quei mille pulsanti.

6. Non vide niente
Un uomo non poté vedere l’allunaggio: l’astronauta Collins rimase solo a bordo,  “oscurato” e senza possibilità di contatti.

7. L’ostia di Buzz
Quando il Lem si appoggiò sulla superficie, Armstrong e Aldrin dovettero attendere  un’ora. In quel tempo Buzz Aldrin prese la Comunione che si era appositamente portato, primi alimenti consumati sul satellite.

8. Le pietre lunari
L’Apollo 11 riportò sulla Terra 21,5 chili di pietre lunari. Il presidente Usa, Richard Nixon, donò frammenti di roccia a 135 Capi di Stato stranieri e a 50 Stati americani, le cosiddette pietre lunari dell’amicizia. Alcune sono conservate, di tante altre si sono perse le tracce.

9. Lasciati lassù
Sono 22 gli oggetti lasciati sulla Luna da Armstrong e Aldrin, per 700 milioni di lire di allora.

10. Il discorso del disastro
«Il caso ha voluto che gli uomini che sono andati sulla Luna per esplorarla in pace ci resteranno sulla Luna e riposeranno lì in pace». Sono alcune delle parole che Nixon aveva preparato in caso ci fosse stato un disastro.

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