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Il ritorno dei Muse allo Stadio Olimpico

MUSE Simulation Theory

ROMA Una delle realtà di punta della scena rock mondiale sabato alle 21 sul palco dello Stadio Olimpico. Nella Capitale tornano a esibirsi i Muse, gruppo nato nei primi Anni i90 a Teignmouth, nella contea di Devon in Inghilterra, dalla fusione delle band Gothic Plague – di Matthew Bellamy e Dominic Howard – e Fixed Penalty, di cui faceva parte il batterista Chris Wolstenholme. Fu John Leckie, produttore di Radiohead e Verve a produrre nel 1998 “Showbiz”, l’album di debutto della band che conquistò subito l’attenzione di critica e pubblico per la sua forza e la sua originalità.

Già in quel disco confluivano tanti differenti elementi musicali, dal rock alla elettronica al progressive, un mix che avrebbe caratterizzato anche la successiva produzione del gruppo. Nel corso della loro carriera hanno conquistato due Grammy Awards, cinque MTV Music Awards, due Brit Awards e numerosi altri riconoscimenti con le loro canzoni con le quali affrontanto anche importanti tematiche sociali, politiche e religiose. Sono conosciuti in tutto il mondo per le loro incendiarie esibizioni dal vivo, merito anche del carisma e della forza espressiva di Bellamy, cantante e autore di quasi tutte le canzoni della band. Nel concerto all’Olimpico, dove i Muse si sono già esibiti nel 2013, il gruppo britannico ripercorrerà tutte le fasi più significative del suo percorso artistico fino a “Simulation Theory”, uscito lo scorso novembre (Info: ticketone.it).

 

 

STEFANO MILIONI

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