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Schilling: «Le prigioni? Sono un business»

Taylor Schilling Orange Netflix

SERIE-TV Si conclude il 26 luglio con la stagione 7 su Netflix Orange is the New Black, la serie incentrata sulle detenute di Litchfield. La settima annata di questa serie corale tutta al femminile concluderà gli archi narrativi delle protagoniste rinchiuse in una prigione americana dopo che gli episodi precedenti hanno messo in scena momenti significativi come la deportazione di Blanca, la falsa accusa di omicidio di Taystee e il rilascio di Piper dopo le nozze con Alex. Ne abbiamo parlato con la protagonista Taylor Schilling, volto di Piper.

La serie si basa sulle memorie della “vera” Piper.
«Sì, ha anche visitato il set e ci ha aiutato a capire quale sia l’atmosfera. Ci ha spiegato come in una prigione non ci sia mai silenzio e non ci sia mai buio, un’esperienza snervante che non ti lascia pace».

Orange si concentra molto sulle differenze sociali.
«Sì, è curioso come chi sia considerato un vincente “fuori” possa diventare l’ultima del carro in prigione. La questione dell’etnia è anche importante: è sconvolgente come alla fine essere bianchi in America ti porti un trattamento migliore anche dietro le sbarre. Essere nera implica avere meno diritti».

Altri insegnamenti che offre lo show?
«Che ogni istituzione, anche le prigioni, sono un business che deve portare soldi. Dovrebbero aiutare le persone a rientrare in società ma spesso fanno il contrario».

Come gestisci l’enorme fama che ti ha portato la serie?
«Il segreto è coltivare un gruppo di amicizie al di fuori dell’ambiente, è l’unico modo per distinguere tra la “realtà” e il mondo dello spettacolo».

 

L. N.

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