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Wimbledon, la gallery della partita che è storia

TENNIS tennis Benvenuti nella storia, quella dei prati  di Wimbledon dove ieri, al termine di un partita epica, Novak Djokovic si è confermato campione battendo  Roger Federer 7-6 (5), 1-6, 7-6 (4), 4-6, 13-12 (3) in 4 ore e 57 minuti. Una finale che entra  nella storia per la sua  bellezza  e per essere la più lunga di sempre e la prima conclusa a Wimbledon con la nuova formula del tie-break sul 12-12.
Per Djokovic la ragioneria tennistica dice che si tratta quinto trionfo sull’erba londinese come  Bjorn Borg (è anche il 16esimo Slam). Federer invece dovrà filtrare l’amarezza per i due match-point falliti sull’ 8-7 a suo favore nel quinto set, con il servizio a disposizione. Avrebbe potuto uccidere la partita e mettere in bacheca a quasi 38 anni il nono Wimbledon, invece è uscito sconfitto.
La gara, comunque, è stato un lungo e bellissimo corpo a corpo tra campioni pieni di risorse. Un  manuale pratico  di tennis per tutti i giocatori. «Se non è la più eccitante, è sicuramente una fra le migliori finali in cui ho giocato, contro uno dei più grandi di tutti i tempi e per cui ho molto rispetto», ha detto Djokovic con in mano la coppa dalla duchessa di Cambridge, Kate Middleton. «Purtroppo uno dei due  deve perdere, abbiamo avuto entrambi le nostre chance. Essere sotto di due match-point e recuperare, incredibile.» Federer, con spirito, durante la premiazione ha esordito: «Finale indimenticabile? Io invece cercherò di dimenticarla». Poi però ha aggiunto: «Spero di aver dimostrato ad altri che a 37 anni non è tutto finito.» Anche se non tutti sono Roger Federer.

AND.BER.

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