Fatti&Storie

Grandine e venti a 150 kmh Regioni adriatiche devastate

MALTEMPO

Sono 18 le persone finite in pronto soccorso a Pescara per le ferite riportate a causa dei chicchi di grandine grandi come arance caduti attorno a mezzogiorno sul capoluogo adriatico. Tra le persone arrivate in ospedale, anche una donna incinta, con ferite al volto e al capo. I pazienti hanno riportato contusioni e ferite, principalmente in testa, e sono tutti da suturare.  Dopo la violentissima grandinata che ha causato danni e feriti, su Pescara è in atto un violento nubifragio. Dappertutto si registrano allagamenti. Strade ridotte a fiumi in più punti del capoluogo, da piazza Duca degli Abruzzi alla zona dell'ospedale civile. Disagi alla viabilità. In tilt i centralini dei vigili del fuoco e della polizia municipale, che si  stanno occupando delle numerose richieste di intervento. Nella zona dei colli, in via di Sotto, si è creata una frattura nel manto stradale e il sindaco, Carlo Masci, ha attivato la somma urgenza per il ripristino. Il sindaco è in giro per la città per gestire l'emergenza. "Il Coc non è stato ancora aperto, ma è allertato", afferma Masci. 

Adriatico. Da ieri pomeriggio, infatti, la costa adriatica delle Marche, dell’Emilia Romagna e dell’Abruzzo sono state violentemente colpite da temporali e grandine che, in alcune situazioni, si sono rivelati veri e propri nubifragi. La protezione civile ha diramato numerose allerte meteo: arancione per rischio temporali nella Toscana centro meridionale. Allerta gialla invece in gran parte della Lombardia, in Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, nel resto della Toscana, delle Marche, dell’Umbria, del Lazio e del Molise, Campania settentrionale, Basilicata, Calabria e Puglia. Secondo quanto rilevato dagli esperti la situazione non è destinata ad un immediato miglioramento: la perturbazione di origine atlantica porterà nelle prossime ore a un marcato peggioramento sulle regioni centrali, specialmente quelle del versante adriatico, arrivando poi anche al Sud. Sul fronte dei primi bilanci, intanto, le forti raffiche di vento che fino a questa notte hanno soffiato fino a 150 chilometri orari hanno creato numerosi danni, soprattutto nelle Marche. In provincia di Ancona la spiaggia di Numana è stata devastata e diversi stabilimenti balneari sono a rischio di riapertura. Anche in provincia di Pesaro-Urbino, il maltempo ha interessato soprattutto il litorale: nella città capoluogo si sono registrati anche diversi black-out elettrici e alcune auto sono state pesantemente danneggiate dalla violenza del vento e dalla grandine. Paura nell’Ascolano: i turisti sulle spiagge di San Benedetto del Tronto e Grottammare, hanno visto volare ombrelloni e lettini. Il maltempo non sta risparmiando la Romagna con trombe d'aria e grandine, come avvenuto questa mattina a Milano Marittima. Decine di pini secolari sono crollati bloccando il traffico in quasi tutta la cittadina e danneggiando o distruggendo decine di auto in sosta. Vento e grandine anche sulla costa abruzzese. Quanto all’agricoltura, già pesantemente danneggiata poco più di un mese fa, trova nuovi spunti di crisi per le coltivazioni di pomodoro e mais nel piacentino, cereali nel bolognese pesche e nettarine in Romagna. A Loiano, in provincia di Bologna – spiega la Coldiretti regionale - i danni maggiori li hanno subiti i cereali non ancora trebbiati, mentre nel cesenate i frutteti sono stati bersagliati da chicchi di grandine grandi come uova.

Articoli Correlati
Fatti&Storie