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Un altro rogo di rifiuti E' allarme in Lombardia

Milano

È successo un’altra volta in Lombardia, in quella che viene ormai considerata una nuova terra dei fuochi. Anche se è presto per stabilire se si sia doloso l’incendio divampato di notte in una ditta di stoccaggio di  rifiuti speciali a Settimo Milanese, la EffeC2 srl, che ha distrutto un capannone di 1400 metri quadri. Si tratta di un deposito regolarmente sottoposto ad Aia (Autorizzazione integrata ambientale). Nonostante la paura per il fumo nero secondo l’Arpa sono bruciati  materiali non pericolosi come carta, legno e plastica. È stata accertata l'assenza, attraverso i rilevatori portatili (Pid), di sostanze inquinanti. La parte di capannone riservata allo stoccaggio dei rifiuti pericolosi non è infatti stata interessata dalle fiamme.
L'incendio segue alla lunga serie di roghi in depositi di rifiuti che hanno colpito Milano e l'hinterland negli ultimi mesi. L'episodio più eclatante nell'ottobre scorso in via Chiasserini, zona Bovisa, quando la città fu invasa per giorni dall'odore acre dei rifiuti bruciati; la procura aprì un'inchiesta che a febbraio ha portato a 15 arresti e ad accertare l’infiltrazione della criminalità organizzata. Ma per l’assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo non si può parlate di terra dei Fuochi: «Ci sono criticità ma siamo al 5,5% delle infrazioni ambientali e la Lombardia gestisce il 27% del traffico dei rifiuti sul piano nazionale».

Escalation incendi, è allarme criminalità 
Quando ci sono incendi nei siti di rifiuti «si può parlare spesso e volentieri di traffico illecito». A dirlo  il presidente della Commissione Ecomafie, Stefano Vignaroli, all’incontro ieri in Prefettura in cui è stata audita Arpa Lombardia che ha dato i dati dell’escalation dei roghi nel settore rifiuti: 11 nel 2015, 8 nel 2016, 21 nel 2017, 22 nel 2018 e 7 dall’inizio del 2019. ll Noe su 50 impianti controllati ha riscontrato 39 irregolarità nello stoccaggio e ai sistemi antincendio.
  Ieri in Regione si è discusso anche dell’indagine della Commissione speciale Antimafia sui rifiuti presieduta da Monica Forte, che ha parlato di iniziale sottovalutazione delle infiltrazioni. La proposta è una piattaforma informatica per il monitoraggio del trasporto e stoccaggio rifiuti in modo da sostenere le indagini.

 

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