Fatti&Storie

Niente animali in pista Arrivano gli ologrammi

circo

ROMA Ha  sconvolto l’intero mondo circense la morte, avvenuta lo scorso giovedì, del domatore Ettore Weber, 61  anni, del circo Marina Monti, sbranato dalle tigri che stava addestrando davanti agli occhi della moglie, a Triggiano, nel Barese.  E se in Italia è necessaria una tragedia per riaprire il dibattito sulla presenza degli aninali nei circhi, visto che la legge promessa dal ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Alberto Bonisoli, per vietare l'utilizzo di animali negli spettacoli circensi, è ancora in alto mare, in Germania sono già andati oltre.
Da un anno il circo tedesco Roncalli,  fondato nel 1976 da Bernhard Paul e André Heller, ha infatti scelto di sostituire tigri, elefanti e cavalli con veri e propri ologrammi.
 
Grazie a undici proiettori collocati intorno alla pista, gli animali prendo vita e si esibiscono in evoluzioni straordinarie e realistiche insieme agli artisti, acrobati e giocolieri. In questo modo la direzione del Roncalli ha preso una posizione netta circa l'utilizzo degli animali all'interno dei numeri circensi, da tempo messa in discussione per gli aspetti etici legati al loro sfruttamento.

«Anche il circo è mosso dalle tendenze socio-culturali ed è ora il momento anche per il Circo Roncalli di seguirle», ha spiegato Bernhard Paul, direttore e fondatore. Nato nel 1976, il Circo Roncalli è sempre stato all’avanguardia già dagli anni ’90 quando, prima di chiunque altro rinunciò all’uso di animali selvatici nei suoi spettacoli. Quando gli ultimi due cavalli sono stati mandati in pensione un anno fa è iniziata la vera rivoluzione. Il prossimo passo? Dire addio anche alla plastica, per offrire al pubblico uno spettacolo che sia anche un invito a rispettare l'ambiente.  
Il circo tedesco non è un caso isolato perché in Francia ne è nato un altro sulle stesse orme. Lo ha fondato lo scorso anno André-Joseph Bouglione, 44 anni,  da sempre nel mondo dei circensi francesi, ex domatore e direttore del circo Joseph Bouglione, che da circa un anno si è trasformato nell’Ecocirque: un tendone dove non ci sono animali ad esibirsi.

Mai più orsi che giocano con le palline, tigri che saltano nel fuoco, elefanti cavalcati o cavalli con improponibili coroncine. Una decisione che Bouglione ha preso assieme alla moglie Sandrine, anche lei ex domatrice, perché stanco di vedere la sofferenza degli animali. E anche in Italia, le associazioni animaliste si battono perché nasca il circo del futuro.

La legge ancora in alto mare
Lo scorso dicembre era stato lo stesso ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Alberto Bonisoli a confermare un impegno preciso del governo affinché si vietasse  l'utilizzo di animali negli spettacoli circensi. In Italia  la legge delega (175 del 2017) di riordino del settore dello Spettacolo  prevede un “graduale superamento” dell’utilizzo degli animali nei circhi, senza però dare scadenze temporali precise . La speranza è che anche da noi, in futuro,  non si potranno più utilizzare animali in circhi e spettacoli viaggianti, come già succede in oltre 50 Paesi nel mondo, tra cui Grecia, Austria, Portogallo, Spagna, Regno Unito, Usa, Canada e Australia. Secondo un rapporto Eurispes, il 70% degli italiani è convinto che gli animali nei circhi soffrano anche se nati in cattività.

VALERIA BOBBI

 

Articoli Correlati
Fatti&Storie