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"Progetto a 4 mani" Artisti in campo per la condivisione

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Riportare in auge un progetto lanciato negli anni '70 per promuovere l'integrazione sociale: è  l'ambiziosa sfida del “Progetto a 4 Mani” ideato da Marco Tamburro, artista pittorico e post-futurista dello “Studio 8 Art Gallery” di Roma. L'iniziativa è partita in questi giorni nella Capitale e toccherà nel corso dei prossimi mesi tante altre città italiane: consiste nella creazione di una serie di opere, oltre venti; le prime sono attualmente in esposizione a Roma e sono state realizzate, appunto, “a 4 mani”.

In ciascuna di esse Tamburro sperimenta nuove tecniche insieme ad altri artisti internazionali – tra cui il cubano Ramirez, l'israeliano Lai, il giapponese Riku, il tedesco Webber - di diverse discipline: dalla pittura figurativa, all’astratto, dall'aspetto più concettuale passando per la fotografia. L'obiettivo? Proporre a livello nazionale e internazionale un “dibattito” artistico e culturale tra creativi.

«L’arte ha bisogno di interazione, non può chiudersi in un individualismo creativo finalizzato solo al mercato o al successo- spiega Tamburro, secondo cui -al giorno d'oggi è necessario, per ritrovare vigore in questo settore, aprire un confronto, oramai desueto tra gli artisti contemporanei, per agevolare la potenza creativa che nasce dall’unione di artisti che parlano linguaggi diversi».

Le prime delle opere realizzate sono esposte a Roma, in Via dei Vascellari 72 zona Trastevere, dove gli artisti - accademici e di strada, emergenti o professionisti, formalisti o astrattisti – si incontrano periodicamente per dare vita a una vera e propria “comunità” internazionale che attraverserà nei prossimi mesi tutta la penisola.

Il leitmotiv delle opere andrà a interessare alcune delle tematiche sociali più note dei nostri tempi: il filo conduttore infatti, sarà quello dei temi più caldi – come le cause ambientali e di integrazione - per lanciare, oltre al progetto artistico, anche uno spunto di riflessione e approfondimento sulla società odierna. Bando all'individualismo e all'egocentrismo, dunque, che in questo Progetto verrà sostituito da una forte complicità: si “giocherà ad armi pari”, senza badare alle classificazioni “di mercato”, alla notorietà o alla popolarità di ciascuno degli artisti coinvolti.

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