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I No Ztl serrano i ranghi e aprono alle Madamin

TORINO

TORINO «La chiusura della sindaca sulla Ztl è una scelta politica, allora lo diventerà anche la battaglia e noi siamo pronti a compattarci. Il nuovo modello diventerà un punto da cui partire per dare voce al dissenso: è l’ultima battaglia».

Non ha più dubbi Elena Massano, presidente del comitato referendario per l’abrogazione della Ztl prolungata. La riunione operativa è fissata per il 15 luglio presso la Circoscrizione 7, incorso Belgio 91: col motto “Basta Appendino! Salviamo Torino” il comitato, assieme alla realtà “No Ztl prolungata a Torino” ha chiamato alle “armi” associazioni, gruppi e cittadini che «si oppongono alla giunta Appendino. Sono invitate anche le Madamin. Dobbiamo costruire una rete civica e pianificare la protesta».

Dovrebbe esserci anche Ascom che venerdì ha dichiarato «rottura totale» con la sindaca sul modello “Centro Aperto” perché «non hanno preso in considerazione le esigenze delle nostre imprese e a un centro già deserto aggiungono il ticket d’ingresso, quindi significa una città compromessa», spiega la presidente Maria Luisa Coppa. I No Ztl, col sostegno della Lega, hanno deciso di accorciare i tempi per chiedere il referendum: «Questo modello è solo un modo per fare cassa e non per l’ambiente -, sottolinea Massano -. Ci uniremo, la sindaca non potrà ignorare 10mila firme».

CRISTINA PALAZZO

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